lunedì, Ottobre 26

Fatima El Mansouri, la premier del Marocco sfida i conservatori islamici: «Sono la signora premier»

«È la seconda volta che mi chiama signor primo ministro. Io sono la signora primo ministro e dovrà farci l’abitudine». Con queste parole Fatima Ezzahra El Mansouri ha risposto in Parlamento agli esponenti del Partito della Giustizia e dello Sviluppo (Pjd), formazione islamista conservatrice all’opposizione. Il video dell’intervento, riportato il 26 ottobre 2026 da Open, è diventato virale.

La premier marocchina ha contestato quello che ha considerato un modo discriminatorio di rivolgersi a lei, ricordando ai deputati che a guidare il governo c’è una donna. Poi ha rilanciato con una frase destinata a far discutere: «Io non sono un lampadario; sono un cervello, una coscienza, delle convenzioni e una battaglia».

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Il riferimento è a una dichiarazione del 2014 dell’allora capo del governo Abdelilah Benkirane, esponente del Pjd, che aveva paragonato le donne a lampadari capaci di illuminare la casa. Con il suo intervento, El Mansouri ha ripreso quella metafora per contestare una visione del ruolo femminile che considera riduttiva.

Chi è Fatima Ezzahra El Mansouri

Nata il 3 gennaio 1976 a Ben Guerrir, a circa 80 chilometri da Marrakech, El Mansouri proviene da una famiglia della borghesia marocchina. Suo padre, Abderrahim, è stato un pascià, funzionario dell’amministrazione locale, e ha ricoperto incarichi istituzionali anche durante il regno di Hassan II, oltre a svolgere il ruolo di ambasciatore negli Emirati Arabi.

Dopo aver studiato e intrapreso la professione forense, El Mansouri è entrata in politica. È stata la prima donna a ricoprire la carica di sindaca di Marrakech e, secondo la ricostruzione pubblicata da Open, nel settembre 2026 è diventata la prima donna a guidare il governo del Marocco.

Il suo partito, l’Autenticità e la Modernità, viene descritto come una forza laica favorevole alla modernizzazione sociale. Dopo le elezioni di settembre, la formazione è arrivata alla guida di una coalizione composta da tre partiti.

Le promesse del governo e la sfida dei Mondiali 2030

Tra gli obiettivi annunciati da El Mansouri figurano la creazione di un milione di posti di lavoro entro il 2030, il contrasto alla corruzione, il rafforzamento dell’assistenza sociale e la riforma del sistema pensionistico.

Il governo dovrà inoltre affrontare la complessa organizzazione dei Mondiali di calcio del 2030, che il Marocco ospiterà insieme a Portogallo e Spagna. Una sfida importante per il Paese, anche alla luce delle tensioni diplomatiche che, secondo l’articolo di Open, hanno interessato i rapporti con Madrid dopo gli avvenimenti estivi a Ceuta.

Il confronto con i conservatori e i diritti delle donne

La presa di posizione in Parlamento ha riportato al centro il rapporto tra la nuova leadership e le forze conservatrici islamiste. Finora, secondo Open, i diritti delle donne non sono stati il principale elemento della campagna elettorale di El Mansouri. Rimane inoltre da chiarire quale posizione assumerà sulla riforma del diritto di famiglia, che presenta ancora disparità a svantaggio delle donne in materia di divorzio ed eredità.

Il suo intervento rappresenta quindi un segnale sul piano del linguaggio e della rappresentanza politica, ma non basta, da solo, a definire le politiche che il governo adotterà sui diritti femminili. Saranno le eventuali riforme e le decisioni legislative a chiarire quanto il nuovo esecutivo intenda intervenire sulle disuguaglianze ancora presenti nella società marocchina.

Intanto, la frase «Sono la signora premier» è diventata il simbolo di uno scontro politico e culturale che supera il singolo episodio parlamentare: da una parte, la richiesta di riconoscere pienamente l’autorità di una donna alla guida del governo; dall’altra, le resistenze di una parte del mondo conservatore.