mercoledì, Gennaio 21

Federica Torzullo, l’ultimo audio prima di morire: cosa aveva detto alla madre

La morte di Federica Torzullo non è stata un’esplosione improvvisa di violenza, ma l’epilogo di una scelta che stava maturando da tempo. Una decisione semplice, concreta, quotidiana: andare via. Tornare dalle proprie radici, allontanarsi da una casa che era diventata una prigione. È in questo passaggio, nel momento esatto in cui stava riprendendo il controllo della propria vita, che la violenza si è scatenata.

Federica Torzullo, 41 anni, è stata uccisa dal marito nella loro abitazione di Anguillara Sabazia. Il suo corpo racconta una ferocia che va oltre l’omicidio: un accanimento che gli inquirenti leggono come la volontà di annientare, non solo di togliere la vita.

Le ferite e l’accanimento sul corpo

Federica Torzullo marito

Dall’autopsia emergono dati che restituiscono la dimensione reale dell’aggressione. Ventitré coltellate, una delle quali mortale, inferta sul lato destro del collo. Ma non solo. Sul corpo di Federica sono state riscontrate ustioni al volto, al collo, alle braccia e alla parte superiore del torace, segni compatibili con un’azione violenta prolungata.

I colpi si concentrano in particolare su addome e bacino, ma interessano anche gli arti inferiori. La gamba sinistra risulta amputata, mentre il torace è stato successivamente schiacciato dall’azione a cucchiaio della benna di una scavatrice. Una fase successiva all’omicidio che aggiunge un ulteriore livello di orrore alla vicenda.

Non si tratta di un gesto isolato o impulsivo, ma di una sequenza di azioni che, secondo gli investigatori, indica piena lucidità e volontà di cancellare ogni traccia.

I segni della resistenza

Tra le ventitré coltellate, quattro sono ferite da difesa. Sono localizzate sulle mani. Un dettaglio che pesa come una prova: Federica ha cercato di proteggersi, di fermare l’aggressione, di sopravvivere. Le restanti diciannove coltellate colpiscono collo e volto, zone vitali, in una dinamica che lascia poco spazio al dubbio sulla volontà omicida.

È una lotta durata pochi istanti, ma sufficiente a mostrare che Federica non si è arresa. Ha tentato di resistere, di opporsi, di vivere.

Le accuse al marito e il tentativo di occultamento

Nei confronti del marito, Claudio Carlomagno, la Procura contesta ora il reato di femminicidio, oltre a quello di occultamento di cadavere. Dopo l’omicidio, l’uomo avrebbe sotterrato il corpo della moglie in un canneto alle spalle della sua azienda, un’area che conosceva bene.

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