Sta provocando un durissimo scontro diplomatico internazionale il caso degli attivisti della Global Sumud Flotilla fermati da Israele nelle ultime ore. A far esplodere definitivamente le polemiche sono state soprattutto alcune immagini diffuse online dal ministro israeliano della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, che mostrano diversi manifestanti inginocchiati e ammanettati durante le operazioni di fermo.

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Le immagini hanno immediatamente fatto il giro del web e provocato una pesante reazione anche da parte del governo italiano. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani hanno infatti diffuso una nota congiunta definendo “inaccettabile” il trattamento riservato agli attivisti, tra i quali ci sarebbero anche cittadini italiani.
La reazione del governo italiano
Nella nota ufficiale, Palazzo Chigi e Farnesina hanno chiesto chiarimenti immediati alle autorità israeliane annunciando anche la convocazione dell’ambasciatore di Israele in Italia.
Secondo il governo, le immagini diffuse online rappresenterebbero un episodio estremamente grave sul piano diplomatico e umano.
ככה אנחנו מקבלים את תומכי הטרור
Welcome to Israel 🇮🇱 pic.twitter.com/7Hf8cAg7fC
— איתמר בן גביר (@itamarbengvir) May 20, 2026
“L’Italia pretende spiegazioni e scuse immediate per quanto accaduto”, si legge nella comunicazione diffusa nelle ultime ore.
Una presa di posizione molto dura che segna uno dei momenti di maggiore tensione diplomatica tra Roma e Tel Aviv degli ultimi mesi.
Il video di Ben-Gvir scatena il caos
Al centro della bufera c’è il filmato condiviso sui social da Itamar Ben-Gvir.
Nel video il ministro israeliano compare davanti ad alcuni attivisti inginocchiati con le mani legate dietro la schiena mentre sventola una bandiera israeliana.
“Benvenuti in Israele, qui siamo noi a comandare”, afferma Ben-Gvir nelle immagini che hanno rapidamente provocato indignazione internazionale.
In un altro passaggio, il ministro definisce i manifestanti “sostenitori del terrorismo”, alimentando ulteriormente lo scontro politico e mediatico.
Le accuse degli attivisti fermati
Nelle ultime ore sono emerse anche alcune testimonianze degli attivisti coinvolti nelle operazioni israeliane.
Uno dei partecipanti italiani alla missione ha parlato di presunti maltrattamenti, minacce e condizioni di detenzione molto dure durante il fermo.
Secondo il suo racconto, durante le operazioni sarebbero state utilizzate anche granate stordenti e armi contro le imbarcazioni dirette verso Gaza.
Gli attivisti sostengono che la missione avesse finalità esclusivamente umanitarie e chiedono il rilascio immediato delle persone ancora trattenute dalle autorità israeliane.
Interviene Amnesty International
Sulla vicenda è intervenuta anche Amnesty International, che ha definito quanto accaduto “un atto predatorio”.
L’organizzazione ha chiesto la liberazione immediata degli attivisti fermati e ha espresso forte preoccupazione per le modalità dell’operazione.
Secondo Amnesty, l’episodio rappresenta l’ennesimo caso destinato ad aumentare la tensione internazionale attorno al conflitto in Medio Oriente.
Tensione diplomatica sempre più alta
La vicenda rischia ora di trasformarsi in un nuovo caso diplomatico internazionale.
Il governo italiano vuole chiarire nel dettaglio il trattamento riservato ai cittadini italiani coinvolti mentre nelle prossime ore potrebbero arrivare nuove prese di posizione anche da altri Paesi europei.
Intanto il video degli attivisti inginocchiati continua a circolare sui social alimentando polemiche, tensioni politiche e un acceso dibattito internazionale.