In un altro passaggio, il ministro definisce i manifestanti “sostenitori del terrorismo”, alimentando ulteriormente lo scontro politico e mediatico.
Le accuse degli attivisti fermati
Nelle ultime ore sono emerse anche alcune testimonianze degli attivisti coinvolti nelle operazioni israeliane.
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Uno dei partecipanti italiani alla missione ha parlato di presunti maltrattamenti, minacce e condizioni di detenzione molto dure durante il fermo.
Secondo il suo racconto, durante le operazioni sarebbero state utilizzate anche granate stordenti e armi contro le imbarcazioni dirette verso Gaza.
Gli attivisti sostengono che la missione avesse finalità esclusivamente umanitarie e chiedono il rilascio immediato delle persone ancora trattenute dalle autorità israeliane.
Interviene Amnesty International
Sulla vicenda è intervenuta anche Amnesty International, che ha definito quanto accaduto “un atto predatorio”.
L’organizzazione ha chiesto la liberazione immediata degli attivisti fermati e ha espresso forte preoccupazione per le modalità dell’operazione.
Secondo Amnesty, l’episodio rappresenta l’ennesimo caso destinato ad aumentare la tensione internazionale attorno al conflitto in Medio Oriente.
Tensione diplomatica sempre più alta
La vicenda rischia ora di trasformarsi in un nuovo caso diplomatico internazionale.
Il governo italiano vuole chiarire nel dettaglio il trattamento riservato ai cittadini italiani coinvolti mentre nelle prossime ore potrebbero arrivare nuove prese di posizione anche da altri Paesi europei.
Intanto il video degli attivisti inginocchiati continua a circolare sui social alimentando polemiche, tensioni politiche e un acceso dibattito internazionale.