I due episodi, pur non presentando al momento elementi che li colleghino a forme organizzate di pressione o controllo del voto, vengono considerati particolarmente delicati dalle autorità. La fotografia alla scheda votata è uno degli strumenti classici del cosiddetto voto di scambio: permette a chi acquista un voto di verificare che l’accordo sia stato rispettato. Per questo la legge italiana prevede sanzioni severe.
Cosa prevede la legge: arresto fino a 6 mesi e multa fino a 1.000 euro
In Italia è vietato fotografare o filmare la scheda elettorale, in particolare all’interno della cabina di voto. La norma è prevista dalla legge 96/2008 e stabilisce sanzioni precise: fotografare la propria scheda votata costituisce un reato, punibile con l’arresto da tre a sei mesi e una sanzione pecuniaria compresa tra 300 e 1.000 euro. Le restrizioni riguardano qualsiasi tipo di dispositivo in grado di registrare immagini o video — inclusi smartphone, tablet e occhiali smart.
La diffusione degli smartphone ha reso questi episodi più frequenti rispetto al passato, imponendo una maggiore attenzione da parte delle istituzioni e delle forze dell’ordine. I controlli nei seggi erano stati rafforzati proprio per prevenire questo tipo di comportamenti — ma, come dimostrano i casi di Catania e Catanzaro, il fenomeno non è stato del tutto arginato. Le autorità mantengono alta la soglia di controllo: ogni episodio viene segnalato, verificato e — quando confermato — perseguito.