La camera ardente è aperta presso la Fondazione Poliambulanza di Brescia, in via Bissolati 57, anche oggi giovedì 7 maggio dalle 9 alle 19. Già nella giornata di ieri moltissimi tifosi si erano recati a tributare un ultimo saluto all’ex calciatore, in una lunga fila silenziosa e commossa che ha raccontato quanto Beccalossi fosse ancora amato da chi lo aveva visto giocare.
La morte nella notte tra martedì e mercoledì
Beccalossi è morto nella notte tra martedì e mercoledì alla clinica Poliambulanza di Brescia, dove era ricoverato. Accanto a lui fino alla fine la moglie Daniela e la figlia Nagaja, oltre ad amici e parenti che non lo avevano mai lasciato solo, ancora di più in questi ultimi, difficili mesi.
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Il messaggio della figlia Nagaja: “Grazie a tutti”
È stata la figlia Nagaja Beccalossi ad annunciare le date sui propri canali social, con un messaggio semplice e diretto che ha commosso migliaia di persone: “Camera ardente presso Fondazione Poliambulanza in via Bissolati 57, oggi dalle 12 alle 19 e domani dalle 9 alle 19. I funerali saranno venerdì 8 maggio alle ore 13.45 presso la Chiesa Conversione di San Paolo in via San Polo 243. Grazie a tutti”. Tre parole finali — grazie a tutti — che dicono tutto del rapporto tra Beccalossi e il mondo del calcio e dei suoi tifosi.
Chi era Evaristo Beccalossi
Nato a Orzinuovi, nel Bresciano, Beccalossi è stato uno dei trequartisti più eleganti del calcio italiano degli anni Settanta e Ottanta. Legato soprattutto all’Inter, con cui ha vinto lo scudetto nel 1980, era noto per la sua tecnica raffinata, la fantasia e quella capacità di inventare giocate che pochi altri sapevano fare. Era il numero 10 del calcio di un’epoca, quello che si giocava con creatività e senza paura. Il calcio italiano lo ricorda con affetto e rispetto. Venerdì, a Brescia, gli renderà onore.