domenica, Luglio 12

Futuro Nazionale, l’ex Pd Pasin passa a Vannacci: “Ma su gay e camerati non ci sto”

C’è anche Cesare Pasin tra i nuovi ingressi di Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci. Un tempo faceva politica con il Partito Democratico a Schio, in provincia di Vicenza; oggi è invece tra gli esponenti cittadini della formazione dell’ex generale. Un cambiamento non da poco, quello dell’ex consigliere comunale e negoziante 66enne.

A giustificare la scelta è lo stesso Pasin, in un’intervista al Fatto Quotidiano: un tempo si definiva “moderato di sinistra”, oggi guarda a destra insieme ai cosiddetti “futuristi”. Una parabola personale che fotografa i movimenti in atto nell’elettorato.

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Le distanze dell’ex consigliere

Eppure Pasin tiene a chiarire di non condividere ogni aspetto del partito. Ricordando la sua precedente attività commerciale, ha sottolineato di aver conosciuto persone di valore in ogni ambiente e orientamento, da sinistra a destra. Da qui la precisazione più netta: non si è mai definito un “camerata” e certi commenti sul mondo omosessuale, ha detto, non gli appartengono.

Parole che segnano un distinguo evidente rispetto ad alcune posizioni attribuite all’area del partito, e che raccontano la varietà di sensibilità confluite nel nuovo soggetto politico.

Il caso della Calabria

Nonostante i nuovi ingressi, Vannacci deve però fare i conti con un’emorragia di iscritti sul fronte opposto. In queste ore seicento tesserati dei Comitati 144 e 1067 di Lamezia Terme hanno lasciato Futuro Nazionale, esprimendo “profonda amarezza” per le nomine imposte dai vertici senza tenere conto, a loro dire, delle scelte democratiche dei comitati locali.

Gli ex tesserati parlano apertamente di un “tradimento” dei principi enunciati dal generale durante la due giorni di Roma, dove si era discusso di meritocrazia. Un valore che, sostengono, non sarebbe stato rispettato, avendo lasciato ai margini la base popolare “soprattutto in una terra difficile come la Calabria, dove fare politica è sempre complicato”. Da qui la decisione di andarsene.

Un partito in movimento

Il doppio episodio restituisce l’immagine di una formazione in piena fase di assestamento: da un lato attira profili provenienti da culture politiche diverse, dall’altro fatica a tenere insieme i territori più esposti alle tensioni interne. Come riuscirà Futuro Nazionale a comporre anime tanto distanti tra loro?

È la sfida che attende Vannacci nei prossimi mesi, mentre i sondaggi certificano la crescita del partito ma la struttura organizzativa mostra le prime crepe. Un equilibrio delicato, tra ambizioni nazionali e malumori locali.