sabato, Maggio 9

Garlasco, Alberto Stasi rompe il silenzio: vuole leggere gli atti su Sempio

Tra questi ci sarebbe innanzitutto la nuova finestra temporale individuata per la morte di Chiara Poggi, ritenuta più compatibile con l’alibi di Alberto Stasi rispetto alle ricostruzioni del passato.

La legale richiama inoltre gli approfondimenti tecnici relativi alle scarpe di Stasi e all’assenza di sangue sulle suole, oltre alle analisi del Ris che confermerebbero il suo ruolo di scopritore del corpo.

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Ma uno dei passaggi più forti riguarda la cosiddetta “impronta 33”, da anni al centro delle discussioni investigative. Secondo Bocellari, se quell’impronta fosse stata considerata sin dall’inizio appartenente all’assassino, “sarebbero bastate due minuzie” per escludere Alberto Stasi.

Le intercettazioni e la prudenza della difesa

Nonostante il clamore mediatico provocato dagli ultimi audio attribuiti ad Andrea Sempio, la difesa di Stasi invita comunque alla cautela. Le frasi finite sotto la lente degli investigatori, come quella relativa al sangue presente nella villetta di Garlasco, vengono considerate estremamente delicate e da contestualizzare attentamente.

“Dette così sembrano confessorie, ma bisogna ascoltare gli audio completi”, ha precisato Bocellari, frenando interpretazioni troppo affrettate.

Nel frattempo resta fermissima la posizione della famiglia Poggi, che continua a ritenere Alberto Stasi l’unico responsabile dell’omicidio di Chiara. Una convinzione che, nonostante le nuove indagini e le recenti polemiche investigative, non è mai cambiata nel corso degli anni.

Il caso Garlasco continua così a vivere una nuova fase di tensione, tra intercettazioni, nuovi documenti e ipotesi che potrebbero avere conseguenze importanti sul piano giudiziario e mediatico.

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