sabato, Maggio 9

Garlasco, Roberta Bruzzone gela tutti: “La condanna di Alberto Stasi non è in discussione”

Il caso Garlasco torna ancora una volta al centro del dibattito mediatico e giudiziario. Dopo la chiusura delle nuove indagini su Andrea Sempio e la diffusione delle recenti intercettazioni ambientali, a intervenire con parole destinate a far discutere è stata la criminologa Roberta Bruzzone, ospite della trasmissione televisiva Quarto Grado.

Secondo l’esperta, gli elementi emersi nelle ultime settimane non sarebbero sufficienti a mettere realmente in discussione la condanna definitiva di Alberto Stasi per l’omicidio di Chiara Poggi. Una posizione netta, che si scontra con la nuova linea investigativa della Procura di Pavia e con l’informativa dei carabinieri di Milano depositata nelle ultime ore.

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“Non ci sono elementi concreti”

Bruzzone ha spiegato di aver letto attentamente l’informativa finale dei carabinieri, definendola però ricca soprattutto di “interpretazioni” e “suggestioni investigative”. Secondo la criminologa, molti passaggi sarebbero stati letti attraverso una chiave accusatoria già predefinita.

“Di elementi concreti neanche mezzo”, ha dichiarato durante la trasmissione, aggiungendo che diversi aspetti contenuti nelle carte non l’avrebbero affatto convinta. Anzi, a suo dire avrebbero rafforzato ulteriormente i dubbi sulla solidità della nuova ricostruzione investigativa.

Le dichiarazioni arrivano in un momento particolarmente delicato per il caso, tornato sotto i riflettori dopo le intercettazioni ambientali che riguardano Andrea Sempio, oggi indagato nella nuova inchiesta sull’omicidio avvenuto a Garlasco nel 2007.

La frase contestata di Andrea Sempio

Uno dei punti più discussi riguarda proprio una frase pronunciata da Sempio durante un presunto soliloquio registrato dagli investigatori all’interno della sua auto. Nell’audio il 38enne direbbe: “Quando sono andato io il sangue c’era”.

Per gli investigatori quella frase potrebbe rappresentare un dettaglio molto importante nella nuova lettura del delitto. Tuttavia Roberta Bruzzone ha contestato duramente il modo in cui il passaggio sarebbe stato interpretato nell’informativa.

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