martedì, Luglio 21

Caso Garlasco, la Finanza indaga sui conti del gip Lambertucci e delle gemelle Cappa

Garlasco, la Guardia di Finanza indaga sui conti del gip Lambertucci e delle gemelle Cappa

Brescia, 10 ottobre 2025 – Nuovo scossone giudiziario nell’inchiesta di Garlasco. La Guardia di Finanza di Brescia ha avanzato una richiesta formale di accesso ai conti bancari del gip Fabio Lambertucci e delle gemelle Stefania e Paola Cappa, nell’ambito del fascicolo che coinvolge l’ex procuratore di Pavia Mario Venditti, ora indagato per corruzione in atti giudiziari. Al centro delle indagini, presunte irregolarità nell’archiviazione dell’indagine a carico di Andrea Sempio, uno dei sospettati per l’omicidio di Chiara Poggi.

Leggi anche:Camera, principio d’incendio nella sala stampa di Montecitorio: fumo e paura

Leggi anche:“Così può uscire dal carcere!”. Mario Roggero, la notizia appena arrivata

Leggi anche:Caso Fakir, i nodi dell’inchiesta: dallo “scudo penale” agli agenti alle regole sulla contenzione

La richiesta di accesso ai conti e l’archiviazione del 2017

Secondo quanto riportano fonti investigative, la Finanza aveva presentato già il 30 luglio scorso una richiesta di “mirati accertamenti bancari” quando l’indagine era ancora iscritta come modello 45, privo di ipotesi di reato o indagati formali. A firmare l’archiviazione del fascicolo contro Sempio, nel 2017, fu proprio il gip Lambertucci, su richiesta di Venditti, all’epoca procuratore aggiunto a Pavia.

Nei documenti trasmessi alla Procura di Brescia, oltre ai nomi di Venditti e Lambertucci, figuravano anche le gemelle Cappa e alcuni loro familiari. Tuttavia, in un’annotazione successiva del 4 settembre – che riporta gli esiti degli accertamenti effettivamente compiuti – questi nomi risultano scomparsi dall’elenco dei soggetti verificati, ridotti da 18 a 11.

L’appunto ritrovato in casa Sempio: “Venditti gip archivia X 20.30 euro”

La scintilla che ha riaperto l’indagine è un appunto ritrovato nella casa dei genitori di Andrea Sempio, in cui il padre avrebbe scritto: “Venditti gip archivia X 20.30 euro”. Un riferimento apparentemente ambiguo, ma che ha attirato l’attenzione della Guardia di Finanza e dato impulso al nuovo filone bresciano dell’inchiesta. Gli investigatori non escludono che l’appunto possa riferirsi a una transazione o promessa di denaro legata all’archiviazione del 2017.

Secondo le prime verifiche, non sarebbero emerse anomalie significative nei movimenti bancari dell’ex procuratore Venditti, ma gli inquirenti stanno proseguendo gli accertamenti su una rete più ampia di contatti e rapporti economici risalenti a quegli anni.

Il ruolo delle gemelle Cappa

Le gemelle Stefania e Paola Cappa, già citate in precedenti inchieste giornalistiche legate al caso Garlasco, tornano ora al centro dell’attenzione. Il loro nome compare nei primi atti della Finanza, poi scompare dalle successive relazioni. Gli investigatori vogliono capire perché i controlli sui loro conti non siano stati eseguiti e se ci siano state pressioni o omissioni nel corso delle verifiche bancarie.

La richiesta di indagine su di loro risaliva al 30 luglio e faceva parte di un pacchetto di 18 nominativi, ma la riduzione a 11 soggetti nella fase successiva ha alimentato dubbi e sospetti negli ambienti giudiziari. Al momento, le gemelle non risultano formalmente indagate.

Intercettazioni e nuovi sviluppi

Il fascicolo include anche le intercettazioni ambientali registrate all’interno dell’auto dei Sempio, in cui Andrea avrebbe discusso con un familiare di elementi riconducibili alla denuncia presentata anni prima dalla madre di Alberto Stasi. Nelle conversazioni emergono riferimenti a dettagli non noti pubblicamente, che ora sono oggetto di nuove analisi da parte della Procura di Brescia.

Questi dialoghi avrebbero rafforzato il sospetto che l’archiviazione del 2017 sia avvenuta in circostanze non pienamente trasparenti. Gli inquirenti non escludono ulteriori perquisizioni e convocazioni nei prossimi giorni.

Un caso che continua a dividere

L’ombra del delitto di Garlasco torna dunque a pesare sul sistema giudiziario pavese e milanese. La nuova inchiesta bresciana, partita da un semplice appunto manoscritto, rischia di riaprire uno dei capitoli più controversi della giustizia italiana. Le prossime settimane saranno decisive per capire se si tratta di coincidenze o dell’ennesima verità rimossa in una vicenda che da 18 anni continua a generare domande.