Flavio Cobolli
saluta gli US Open al terzo turno, a un passo da quegli ottavi di finale che a un certo punto erano sembrati alla sua portata. L’italiano era tra i favoriti del torneo, ma la sua corsa si è fermata contro Alexander Blockx.
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Il punteggio finale racconta una partita cambiata radicalmente strada facendo: 6-7(4), 6-3, 6-0, 6-3 per il belga, dopo che il romano si era aggiudicato il set d’apertura.
La partita che si è ribaltata
L’incontro si era messo nel migliore dei modi. Poi, nel corso del secondo set, qualcosa si è spento: un calo che ha condizionato l’intero andamento della sfida e ha permesso all’avversario di prendere in mano il gioco.
Il terzo parziale, chiuso con un netto 6-0, ha di fatto sancito l’esito della partita, con il tennista italiano incapace di ritrovare le energie della prima fase.
Il tema sollevato in conferenza stampa
Nel corso della conferenza stampa il romano ha fatto i complimenti al proprio avversario, ma ha anche affrontato un argomento ricorrente nel circuito: l’ambiente rumoroso che caratterizza il torneo newyorkese.
Flavio Cobolli says the crowd noise at the U.S. Open is very difficult for the players to deal with, ‘Maybe we have to play like this for more weeks because if you come here and there’s different rules, it’s very tough for us… I didn’t lose because of the noise, of course.’… pic.twitter.com/Kl3KSpsRSP
— The Tennis Letter (@TheTennisLetter) September 5, 2026
Un aspetto che, ha spiegato, risulta particolarmente complesso da gestire per chi è abituato a contesti molto diversi: «Eravamo abituati a giocare nel silenzio, nessuno si muove, nessuno parla. Qui è davvero diverso».
«Un’atmosfera fantastica, ma molto rumorosa»
Il tennista ha tenuto a bilanciare il giudizio, riconoscendo il fascino del contesto: «Abbiamo un’atmosfera fantastica ma è molto molto rumorosa. Per noi è davvero dura giocare».
Nessun alibi, però, sull’esito del match. «Non ho perso per via del rumore, certo», ha precisato senza giri di parole, escludendo che quello sia stato il motivo della sconfitta.
La proposta implicita
C’è però una riflessione più ampia nelle sue parole, che riguarda l’uniformità delle condizioni di gioco lungo la stagione: «Forse dobbiamo giocare così per più settimane perché se arrivi qui e ci sono regole diverse, è molto dura per noi».
Un punto su cui diversi tennisti si sono espressi negli anni, sottolineando come il passaggio improvviso da tornei con un pubblico silenzioso a un contesto molto più libero possa incidere sulla concentrazione.
Il prossimo appuntamento
Cobolli tornerà ora a casa e sfrutterà i prossimi giorni per recuperare energie fisiche e mentali dopo una trasferta americana intensa.
L’appuntamento successivo è già fissato: sarà tra i protagonisti della Laver Cup, in programma dal 25 al 27 settembre a Londra, dove scenderà in campo con la formazione europea.