L’attacco più duro arriva proprio sulla nuova linea investigativa della Procura di Pavia, accusata di aver costruito una teoria poco solida:
“Sembra una ricostruzione fatta a tavolino senza tener conto dei dati già noti”, spiegano gli avvocati della famiglia.
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Secondo la loro lettura, non ci sarebbero elementi significativi contro Sempio, mentre le prove raccolte negli anni continuerebbero a puntare verso il quadro già definito nei precedenti processi.
Il nodo delle prove e delle vecchie indagini
I legali ricordano che gli accertamenti tecnici già effettuati – dalle tracce biologiche agli oggetti presenti sulla scena – avrebbero confermato una compatibilità con quanto emerso nei processi precedenti.
Per questo motivo, invitano a spostare il confronto nelle sedi opportune:
“Se qualcuno ha elementi diversi, li porti davanti a un giudice e non nelle trasmissioni televisive”.
Un caso ancora aperto
A quasi vent’anni dal delitto, il caso Garlasco resta un terreno fragile, sospeso tra nuove ipotesi investigative e verità già sancite in tribunale.
La posizione della famiglia Poggi aggiunge un ulteriore elemento di tensione: mentre la Procura prova a riscrivere la dinamica dell’omicidio, chi ha perso Chiara continua a difendere una linea opposta.
Il rischio, ancora una volta, è quello di un caso destinato a rimanere diviso tra verità giudiziarie e nuove ricostruzioni.