martedì, Giugno 23

Garlasco, Marco Poggi rompe il silenzio sulla cantina: “Non ricordo se c’era Sempio”. Nuovo scenario nell’inchiesta

A quasi diciannove anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il delitto di Garlasco continua a far emergere nuovi elementi destinati ad alimentare il dibattito pubblico e investigativo. Nelle ultime ore sono tornate al centro dell’attenzione alcune dichiarazioni rilasciate da Marco Poggi, fratello della vittima, nel corso di una deposizione raccolta dagli investigatori nell’ambito delle nuove attività disposte dalla Procura di Pavia.

I passaggi, trasmessi durante la puntata di Quarta Repubblica andata in onda il 22 giugno, riguardano in particolare la cantina della villetta di via Pascoli, uno degli ambienti che gli inquirenti stanno nuovamente analizzando nell’ambito della riapertura degli approfondimenti investigativi.

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Le domande degli investigatori sulla cantina

Durante l’interrogatorio, Marco Poggi è stato chiamato a ricostruire le proprie abitudini all’interno della casa di famiglia e, in particolare, a ricordare chi frequentasse la cantina dell’abitazione prima dell’omicidio della sorella.

Il fratello di Chiara ha spiegato che nel locale erano conservati alcuni oggetti personali, tra cui vecchie scatole, riviste e giochi. Pur ammettendo di essere sceso più volte in quell’ambiente, ha precisato di non trascorrervi abitualmente del tempo.

Il lungo intervallo temporale trascorso dai fatti rende però difficile una ricostruzione precisa. Proprio per questo, più volte durante la deposizione, Marco Poggi ha evidenziato di non essere in grado di ricordare con certezza molti dettagli relativi a quel periodo.

Il nome di Andrea Sempio

Uno dei momenti più significativi della deposizione riguarda il riferimento ad Andrea Sempio, amico di Marco Poggi e oggi nuovamente indagato nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Pavia.

Gli investigatori hanno chiesto espressamente se Sempio fosse mai sceso nella cantina della villetta insieme agli altri amici del gruppo. La risposta di Marco Poggi è stata prudente ma netta: non ricorda.

Secondo quanto riferito, non può escludere che lui e altri ragazzi siano scesi nel locale per osservare oggetti, videogiochi o altro materiale conservato in quel punto della casa, ma non è in grado di indicare con precisione chi vi fosse presente nelle varie occasioni.

Una dichiarazione che non conferma né smentisce la presenza di Andrea Sempio nella cantina, ma che evidenzia come il trascorrere degli anni abbia inevitabilmente reso più complessa la ricostruzione dettagliata degli eventi e delle frequentazioni dell’epoca.

Il tema delle impronte sulle scale

Un altro argomento affrontato dagli investigatori riguarda la scala che conduce al piano interrato della villetta. Gli inquirenti hanno chiesto a Marco Poggi se ricordasse episodi particolari legati a quel passaggio, compresi eventuali incidenti o cadute.

Anche in questo caso il fratello di Chiara ha dichiarato di non avere ricordi specifici. Ha però sottolineato come le scale fossero particolarmente strette e ha spiegato che, proprio per questo motivo, fosse naturale appoggiarsi alle pareti durante il passaggio.

Nel corso della deposizione è stato ricordato che una sua impronta risultava rilevata nella zona del vano scala. Marco Poggi ha risposto di ricordare la presenza di più tracce, aggiungendo che appoggiarsi alle pareti era una consuetudine normale per chi utilizzava quelle scale.

Le nuove verifiche della Procura

Le dichiarazioni si inseriscono all’interno delle attività investigative avviate dalla Procura di Pavia per riesaminare alcuni aspetti del caso. Gli accertamenti riguardano in particolare tracce biologiche, impronte e altri elementi raccolti nella villetta di Garlasco e oggi oggetto di nuove analisi tecniche.

Gli investigatori stanno cercando di ricostruire con la massima precisione possibile i movimenti e le frequentazioni della casa nei mesi e negli anni precedenti all’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007.

Le parole di Marco Poggi non introducono elementi definitivi, ma contribuiscono ad arricchire il quadro delle verifiche in corso. A quasi due decenni dai fatti, ogni dettaglio continua a essere esaminato con attenzione dagli inquirenti nel tentativo di chiarire ogni aspetto ancora oggetto di approfondimento.

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