Il caso Garlasco torna ancora una volta al centro del dibattito mediatico e giudiziario. Dopo la chiusura delle nuove indagini su Andrea Sempio e la diffusione delle recenti intercettazioni ambientali, a intervenire con parole destinate a far discutere è stata la criminologa Roberta Bruzzone, ospite della trasmissione televisiva Quarto Grado.
Secondo l’esperta, gli elementi emersi nelle ultime settimane non sarebbero sufficienti a mettere realmente in discussione la condanna definitiva di Alberto Stasi per l’omicidio di Chiara Poggi. Una posizione netta, che si scontra con la nuova linea investigativa della Procura di Pavia e con l’informativa dei carabinieri di Milano depositata nelle ultime ore.
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“Non ci sono elementi concreti”

Bruzzone ha spiegato di aver letto attentamente l’informativa finale dei carabinieri, definendola però ricca soprattutto di “interpretazioni” e “suggestioni investigative”. Secondo la criminologa, molti passaggi sarebbero stati letti attraverso una chiave accusatoria già predefinita.
“Di elementi concreti neanche mezzo”, ha dichiarato durante la trasmissione, aggiungendo che diversi aspetti contenuti nelle carte non l’avrebbero affatto convinta. Anzi, a suo dire avrebbero rafforzato ulteriormente i dubbi sulla solidità della nuova ricostruzione investigativa.
Le dichiarazioni arrivano in un momento particolarmente delicato per il caso, tornato sotto i riflettori dopo le intercettazioni ambientali che riguardano Andrea Sempio, oggi indagato nella nuova inchiesta sull’omicidio avvenuto a Garlasco nel 2007.
La frase contestata di Andrea Sempio
Uno dei punti più discussi riguarda proprio una frase pronunciata da Sempio durante un presunto soliloquio registrato dagli investigatori all’interno della sua auto. Nell’audio il 38enne direbbe: “Quando sono andato io il sangue c’era”.
Per gli investigatori quella frase potrebbe rappresentare un dettaglio molto importante nella nuova lettura del delitto. Tuttavia Roberta Bruzzone ha contestato duramente il modo in cui il passaggio sarebbe stato interpretato nell’informativa.
Secondo la criminologa, infatti, il documento conterrebbe una precisazione definita “compatibile con quando sono andato via”, trasformando così il significato originale della frase. Un dettaglio che, a suo giudizio, cambierebbe completamente la lettura dell’intercettazione.
“Come fa un’informativa a contenere un elemento interpretativo quando esiste un dato oggettivo?”, ha chiesto Bruzzone durante il confronto televisivo. La criminologa ha spiegato che Sempio si recò realmente a casa Poggi nel pomeriggio successivo all’omicidio e che quindi il riferimento al sangue non sarebbe necessariamente collegato alla scena del delitto immediatamente dopo l’aggressione.
“La condanna di Stasi non vacilla”
Nel corso della trasmissione, Bruzzone ha ribadito più volte di non ritenere le nuove intercettazioni sufficienti per ribaltare la sentenza definitiva nei confronti di Alberto Stasi.
Secondo la criminologa, gli elementi contenuti nella nuova inchiesta sarebbero tutti interpretabili anche in maniera alternativa rispetto alla lettura proposta dagli investigatori. Dallo scontrino del parcheggio di Vigevano fino ai dialoghi captati nell’auto di Sempio, nulla costituirebbe — almeno per ora — una prova decisiva.
“La condanna di Alberto Stasi non è in discussione”, ha sostanzialmente ribadito l’esperta, sottolineando come molte delle nuove accuse si basino su deduzioni e collegamenti investigativi ancora tutti da verificare.
Un caso che continua a dividere
A quasi vent’anni dal delitto di Chiara Poggi, il caso Garlasco continua dunque a spaccare opinione pubblica, esperti e protagonisti televisivi. Da una parte la nuova indagine della Procura di Pavia, convinta di avere elementi importanti contro Andrea Sempio. Dall’altra chi ritiene che le nuove piste investigative siano costruite soprattutto su interpretazioni e ricostruzioni non definitive.
Le prossime settimane potrebbero essere decisive per capire quale direzione prenderà davvero l’inchiesta. Intanto il dibattito mediatico continua ad alimentarsi ogni giorno con nuove intercettazioni, analisi e scontri televisivi che riportano costantemente il caso al centro dell’attenzione nazionale.