Il punto che alimenta il dibattito riguarda soprattutto alcune dichiarazioni pubbliche rilasciate dallo stesso ex comandante. Marchetto aveva infatti affermato di non aver mai sentito nominare Andrea Sempio fino alla nuova apertura dell’indagine.
Una frase che ora viene riletta da molti con maggiore attenzione. In un piccolo centro come Garlasco, dove relazioni personali e familiari spesso si intrecciano, diversi osservatori si chiedono quanto fosse realmente sconosciuto agli investigatori il nome del giovane.
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L’inchiesta sui 30mila euro
Nel frattempo emerge anche un altro filone investigativo separato ma collegato indirettamente alla vicenda. Silvia Maria Sempio risulterebbe infatti coinvolta in un’inchiesta della Procura di Brescia relativa alla consegna di circa 30mila euro al fratello Giuseppe Sempio, padre di Andrea.
Secondo l’ipotesi investigativa, quel denaro sarebbe stato destinato a tentare di ottenere un’archiviazione favorevole in una precedente fase giudiziaria riguardante Andrea Sempio.
Si tratta di un’indagine distinta rispetto a quella sull’omicidio di Chiara Poggi, ma che contribuisce ad aumentare l’attenzione attorno ai rapporti e alle dinamiche interne alla famiglia.
I dubbi sulle indagini del 2007
L’emergere di questi nuovi dettagli sta inevitabilmente riaprendo il dibattito sulla completezza delle prime indagini condotte nel 2007. La domanda che torna con forza è se tutte le piste siano state realmente approfondite fin dall’inizio.
Al momento non risultano accuse formali contro Francesco Marchetto per la gestione delle indagini originarie. Tuttavia, il legame personale con la famiglia Sempio aggiunge un elemento destinato ad alimentare ulteriori polemiche e richieste di chiarimento.
Nel frattempo, la nuova inchiesta continua ad analizzare vecchi verbali, tracce genetiche, rapporti personali e testimonianze nel tentativo di ricostruire ogni dettaglio di uno dei casi di cronaca nera più discussi della storia italiana recente.