Secondo la nuova Procura di Pavia, però, quello scontrino non costituirebbe un vero alibi, perché non sarebbe possibile collegarlo con certezza all’auto della famiglia Sempio.
Le domande sui video intimi di Chiara Poggi
Uno dei passaggi più delicati riguarda i cosiddetti video intimi tra Stasi e Chiara Poggi.
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I pm hanno chiesto esplicitamente se quei filmati fossero mai circolati o mostrati ad altre persone.
“Che io sappia no, anche a distanza di tempo”, ha risposto Stasi.
Poi ha aggiunto un dettaglio rimasto finora poco noto:
“Marco Poggi mi chiese se c’erano dei video sessuali. Non ricordo bene il giorno, ma sicuramente prima del mio fermo”.
Secondo quanto raccontato, i filmati erano stati registrati con la sua fotocamera e in quel periodo lui stava cercando di inviarli a Chiara tramite internet.
“La connessione era lenta e forse i file stavano ancora transitando. Marco me lo chiese come conferma, ma non mi disse di averli visti”.
Il rapporto con le gemelle Cappa
Nell’interrogatorio si parla anche delle cugine di Chiara Poggi, le gemelle Stefania e Paola Cappa.
Stasi ha spiegato che Chiara frequentava maggiormente Stefania, mentre Paola in quel periodo avrebbe avuto problemi a una gamba. Poi emerge un passaggio destinato a far discutere:
“Chiara aveva un’educazione più tradizionale. Non voleva che la cugina mi frequentasse perché avrebbe potuto provarci solo per il gusto di provarci”.
Stasi sostiene di aver incontrato le gemelle solo una volta dopo l’omicidio, durante un incontro in caserma.
Il mistero del braccialetto alla caviglia
Tra le dichiarazioni contenute negli atti c’è anche un particolare che Stasi dice di ricordare ancora oggi.
“C’era un braccialetto alla caviglia che non avevo mai visto. Le chiesi da dove arrivasse, ma lei non mi diede una spiegazione”.
Secondo il racconto dell’ex studente bocconiano, Chiara gli avrebbe semplicemente detto che le piaceva e che aveva deciso di rimetterlo.
“Mi sembrava che a Londra non lo avesse. All’epoca non diedi importanza alla cosa, oggi ci ripenso”.
Un dettaglio apparentemente marginale ma che, a quasi vent’anni dal delitto, è tornato nelle carte della nuova indagine.
Verso la decisione della Procura
La Procura di Pavia sta ora valutando gli ultimi elementi raccolti nel fascicolo relativo ad Andrea Sempio. Nei prossimi giorni potrebbe arrivare la decisione finale: richiesta di rinvio a giudizio oppure archiviazione. Intanto il caso Garlasco continua a riempire pagine di cronaca e trasmissioni televisive, tra nuove consulenze, vecchie intercettazioni e dettagli che, anche dopo quasi vent’anni, continuano ad alimentare dubbi e discussioni.