mercoledì, Giugno 10

Garlasco, Stasi ai pm: “Non sapevo neanche esistesse Sempio”. E sul posacenere con la cenere…

Stasi ha anche confermato uno dei misteri minori ma persistenti del caso: il pezzetto del muretto di cinta rotto nel punto esatto in cui lui aveva scavalcato per entrare nella villetta. «I carabinieri, credo, abbiano detto di non averlo rotto loro, anche i genitori avevano detto che alla loro partenza il muro era intatto. Secondo me, lì… qualcuno può avere anche scavalcato». Un dettaglio mai definitivamente chiarito, che apre alla possibilità di un accesso precedente alla villetta da parte di qualcuno.

C’è poi la questione della luce delle scale: Stasi ha dichiarato di non aver acceso nessun interruttore quella mattina, ma di aver appreso successivamente che una luce era già accesa quando arrivarono gli operatori del 118. Una circostanza «incongrua, illogica e falsa» secondo i giudici che lo condannarono, ma che Stasi continua a presentare come un fatto.

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Il posacenere: “Io non fumavo, i genitori erano partiti da una settimana”

Tra i dettagli più suggestivi dell’interrogatorio c’è il riferimento al posacenere trovato in casa Poggi con della cenere all’interno. Stasi ai pm: «Io non fumavo, Chiara nemmeno, i genitori erano partiti da una settimana. C’è qualcosa che non torna. Ma non so darmi una risposta». Una considerazione apparentemente semplice ma potenzialmente significativa: chi aveva fumato in quella casa nell’ultima settimana? Gli inquirenti hanno accertato che la cenere era compatibile con la presenza del padre di Chiara, accanito fumatore, ma la questione ha comunque alimentato nuove riflessioni sulla dinamica di quella mattina.

L’impronta 33: “Avessimo avuto questo dato nel 2007”

Il procuratore Napoleone ha mostrato a Stasi le immagini della cosiddetta impronta 33, la traccia palmare trovata sulla parete destra a ridosso della scala che porta alla cantina. Stasi ha sospirato: «Avessimo avuto questo dato nel 2007…». Napoleone ha sottolineato che il peso di quella traccia non risiede solo nel fatto che potrebbe essere riconducibile a Sempio, ma anche nell’assenza di tracce di Stasi sulla scena del crimine — un elemento che la nuova Procura considera centrale nella propria ricostruzione.

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