domenica, Luglio 5

Gattuso lascia la Nazionale: addio dopo l’eliminazione, FIGC nel caos

Gennaro Gattuso non è più il commissario tecnico della Nazionale italiana. Dopo la pesante eliminazione contro la Bosnia ai calci di rigore, il tecnico ha deciso di risolvere il contratto con la Federazione. Il comunicato ufficiale è atteso a breve, ma la decisione è ormai definitiva.

Una scelta che arriva in un clima già estremamente teso e che rappresenta solo l’ultimo tassello di una crisi profonda che sta travolgendo il calcio italiano.

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Un addio maturato dopo il fallimento sportivo

gattuso

L’eliminazione contro la Bosnia ha rappresentato il punto di rottura. Un risultato considerato inaccettabile, soprattutto alla luce delle aspettative e della necessità di rilancio dopo anni complicati per la Nazionale.

Gattuso, arrivato con l’obiettivo di dare carattere e identità alla squadra, non è riuscito a invertire la rotta. La sconfitta ai rigori ha certificato l’ennesimo fallimento sportivo, aprendo inevitabilmente la strada alle dimissioni. Secondo quanto emerge, la decisione sarebbe stata comunicata direttamente alla Federazione nelle ore successive alla partita, con la volontà di chiudere immediatamente il rapporto senza prolungare una situazione ormai compromessa.

FIGC azzerata: dimissioni a catena

La crisi della Nazionale non riguarda solo la panchina. Nelle ultime ore si è assistito a un vero e proprio azzeramento dei vertici della FIGC.

Il presidente Gabriele Gravina ha rassegnato le dimissioni durante il consiglio federale, assumendosi la responsabilità del momento negativo. Poco dopo è arrivata anche la decisione di Gianluigi Buffon, che ha lasciato il suo incarico da dirigente federale, affidando ai social un messaggio dai toni amari ma non definitivo.

Un doppio addio che certifica la gravità della situazione e apre una fase di totale ricostruzione ai vertici del calcio italiano.

Una Nazionale in crisi profonda

L’Italia si trova ora ad affrontare una delle fasi più difficili della sua storia recente. I risultati deludenti si sommano a una perdita di identità e continuità tecnica che dura ormai da anni.

Il dato più preoccupante è quello legato alle mancate qualificazioni ai Mondiali: la Nazionale è reduce da tre fallimenti che hanno minato la credibilità del progetto sportivo e aumentato la pressione su chiunque sieda in panchina.

L’addio di Gattuso non è quindi un episodio isolato, ma l’ennesimo segnale di un sistema che fatica a ritrovare stabilità e visione.

Chi sarà il prossimo CT

La scelta del nuovo commissario tecnico spetterà al prossimo presidente federale, che verrà eletto dopo il 22 giugno, data dell’assemblea elettiva.

Nel frattempo, la Federazione dovrà gestire una fase di transizione delicata. Tra i nomi che circolano con maggiore insistenza ci sono quelli di Massimiliano Allegri e Antonio Conte, due profili di grande esperienza e personalità.

Entrambi rappresenterebbero scelte forti, in grado di riportare autorevolezza e struttura, ma anche di alzare immediatamente il livello delle aspettative.

Ipotesi traghettatore per le prossime partite

In attesa della nuova guida tecnica, si fa strada l’ipotesi di un commissario tecnico ad interim. Il nome più probabile è quello di Baldini, attuale allenatore dell’Under 21.

Potrebbe essere lui a guidare la Nazionale nelle prossime amichevoli estive contro Lussemburgo e Grecia, garantendo una continuità temporanea in una fase di totale incertezza.

Un sistema da rifondare

L’uscita di scena contemporanea di allenatore e dirigenti impone una riflessione più ampia sul futuro del calcio italiano. Non si tratta solo di scegliere un nuovo CT, ma di ripensare l’intero sistema, dalla formazione dei giovani alla gestione federale.

La crisi attuale potrebbe trasformarsi in un’opportunità di cambiamento, ma serviranno scelte rapide, competenti e soprattutto condivise per evitare di ripetere gli errori del passato.

Per ora, resta un dato certo: la Nazionale riparte da zero, con molte incognite e poche certezze.