venerdì, Maggio 8

Giuseppe Sempio intercettato con la moglie: “Lo scontrino a Vigevano lo hai fatto tu”

Frasi come “Molta ansia – 2 archiviazioni”, “Stasi ha chiesto la riapertura” e “mamma in panico per la cosa di Stasi” vengono considerate dagli inquirenti indicatori di una forte preoccupazione legata alla possibile riapertura del caso.

Secondo la Procura, questi elementi si sommerebbero alle numerose intercettazioni ambientali raccolte negli ultimi mesi, comprese quelle in cui Sempio parla da solo in auto commentando il sangue presente sulla scena del delitto.

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Gli investigatori contro la ricostruzione del processo Stasi

Nelle nuove informative investigative vengono inoltre messi fortemente in discussione diversi elementi che portarono alla condanna definitiva di Alberto Stasi nel 2015.

I carabinieri parlano apertamente di aspetti “incomprensibili” e “paradossali”, soffermandosi soprattutto sul tema della bicicletta nera e sullo scambio dei pedali, uno degli indizi più discussi dell’intera vicenda giudiziaria.

Secondo gli investigatori, alcune ricostruzioni elaborate durante il processo Stasi presenterebbero evidenti criticità logiche. In particolare, viene definito poco credibile il fatto che un eventuale assassino così “freddo e calcolatore” non abbia fatto sparire completamente la bicicletta utilizzata per raggiungere via Pascoli.

I militari sottolineano inoltre come vi fosse una sola testimone considerata realmente attendibile nella descrizione della bicicletta vista vicino all’abitazione di Chiara Poggi la mattina del delitto.

Un caso ancora pieno di ombre

A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso Garlasco continua dunque a vivere una nuova fase fatta di dubbi, intercettazioni e ricostruzioni alternative.

La Procura di Pavia ritiene oggi Andrea Sempio il possibile autore del delitto, ipotizzando un movente legato a rancori personali e a un approccio respinto dalla giovane. La difesa dell’indagato continua però a respingere ogni accusa, contestando il valore delle intercettazioni e la lettura investigativa degli elementi raccolti.

Nel frattempo cresce anche il dibattito sulla possibile revisione del processo ad Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere. Le nuove indagini potrebbero infatti aprire scenari clamorosi su uno dei casi giudiziari più controversi della storia italiana recente.

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