mercoledì, Maggio 13

Hantavirus, Mauro Corona attacca: “Più del virus mi preoccupano i virologi” – VIDEO

Il riferimento al periodo del Covid è apparso evidente a tutti. Corona ha richiamato indirettamente quel clima di emergenza sanitaria che aveva segnato profondamente la vita quotidiana di milioni di persone tra lockdown, mascherine e continui aggiornamenti televisivi.

L’Oms continua a rassicurare sulla situazione

Nel frattempo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità continua a mantenere una linea prudente ma rassicurante sul focolaio collegato alla nave MV Hondius.

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Il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus ha ribadito che, almeno al momento, non esistono elementi che facciano pensare a una nuova pandemia globale. Secondo quanto spiegato dagli esperti, il rischio sanitario internazionale viene ancora considerato basso.

I casi confermati risultano infatti circoscritti soprattutto ai passeggeri della nave e ai contatti più stretti monitorati dalle autorità sanitarie. Continuano intanto i controlli in Italia e negli altri Paesi europei coinvolti nella sorveglianza epidemiologica.

Cos’è il ceppo Andes dell’Hantavirus

L’attenzione degli specialisti resta concentrata soprattutto sul cosiddetto ceppo Andes, una variante dell’Hantavirus diffusa principalmente in Sud America e differente rispetto agli hantavirus tradizionalmente presenti in Europa.

La particolarità di questo ceppo riguarda la possibilità, ritenuta comunque limitata, di trasmissione tra esseri umani attraverso contatti molto stretti e prolungati. Gli esperti continuano però a sottolineare che il contagio non avviene facilmente e che i protocolli sanitari attivati servono proprio a prevenire eventuali nuovi focolai.

Per questo motivo le autorità invitano alla prudenza ma anche a evitare allarmismi. Al momento, spiegano gli specialisti, non esistono segnali che facciano pensare a una diffusione incontrollata del virus.

Nonostante ciò, il tema continua ad alimentare discussioni pubbliche e televisive. E proprio le parole di Mauro Corona hanno riportato al centro del dibattito anche il rapporto tra informazione, paura collettiva e memoria degli anni della pandemia.

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