Continua a crescere l’attenzione sanitaria attorno ai casi di Hantavirus collegati alla nave da crociera MV Hondius e ai voli utilizzati dai passeggeri nelle settimane successive. Nelle ultime ore sono emersi nuovi casi sospetti anche in Italia, con ricoveri, isolamenti e controlli sanitari attivati in diverse città.
La situazione viene monitorata costantemente dalle autorità sanitarie italiane e internazionali, soprattutto dopo la morte della turista olandese risultata positiva al ceppo Andes dell’Hantavirus, una variante sudamericana considerata più delicata perché può trasmettersi anche tra esseri umani in caso di contatti molto ravvicinati e prolungati.
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Turista argentina ricoverata a Messina
Uno dei casi che ha fatto scattare nuovi accertamenti riguarda una turista argentina ricoverata all’ospedale di Messina. La donna, arrivata in Italia il 30 aprile con un volo proveniente da Buenos Aires, presenta una polmonite e proviene da un’area dove il virus è considerato endemico.
Per questo motivo i medici hanno deciso di inviare i campioni biologici allo Spallanzani di Roma per effettuare tutti i test necessari. Al momento non vi sono conferme ufficiali di positività, ma la situazione viene seguita con particolare prudenza.
Isolato a Milano un passeggero britannico
Parallelamente è stato rintracciato a Milano un cittadino britannico che avrebbe viaggiato sullo stesso aereo utilizzato dalla donna olandese poi deceduta. L’uomo è stato posto in isolamento all’ospedale Sacco insieme a una persona che si trovava con lui.
Secondo quanto emerso, il volo collegava Sant’Elena a Johannesburg, una delle tratte finite al centro delle verifiche epidemiologiche dopo l’individuazione dei primi contagi legati alla nave da crociera.
Il caso del marittimo calabrese e la paura del contagio
Nelle ultime ore si è parlato anche di un giovane marittimo calabrese, Federico Amaretti, inizialmente considerato un possibile caso sospetto dopo la comparsa di lievi sintomi respiratori. Il 25enne si trova in isolamento fiduciario perché era presente sul volo Johannesburg-Amsterdam collegato alla turista olandese morta.
La notizia aveva provocato forte preoccupazione tra gli epidemiologi perché un eventuale contagio avrebbe potuto indicare una trasmissione del ceppo Andes più rapida del previsto. Con il passare delle ore però il quadro clinico è apparso meno allarmante.
Secondo quanto riferito anche dalla sindaca di Villa San Giovanni, il giovane starebbe bene e non presenterebbe particolari problemi di salute. I campioni sono comunque stati inviati allo Spallanzani per ulteriori verifiche.
La situazione in Francia preoccupa di più
Molto più delicata appare invece la situazione in Francia, dove una donna collegata alla nave MV Hondius risulta ricoverata in gravissime condizioni in terapia intensiva. La paziente viene assistita tramite supporto respiratorio avanzato.
Le autorità francesi hanno adottato una linea molto più severa rispetto all’Italia, disponendo ricoveri ospedalieri e isolamento per decine di persone che hanno condiviso voli o ambienti con i casi positivi. Attualmente sarebbero 22 le persone monitorate negli ospedali francesi.
Cos’è il ceppo Andes e perché viene monitorato
L’Hantavirus presente in Europa normalmente si trasmette soltanto tramite roditori infetti e non passa da persona a persona. Il ceppo Andes, diffuso soprattutto in Sud America, è invece considerato diverso perché in determinate condizioni può trasmettersi anche attraverso contatti stretti e prolungati.
Gli esperti dell’Ecdc e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità continuano comunque a ribadire che il rischio per la popolazione resta basso. L’Oms ha spiegato che non esistono segnali di una diffusione incontrollata o dell’inizio di una pandemia.
Secondo gli specialisti, i casi registrati finora restano circoscritti al cluster collegato alla nave MV Hondius. Tuttavia l’incubazione del virus può durare anche diverse settimane, motivo per cui il monitoraggio proseguirà ancora a lungo.
Le raccomandazioni degli esperti
Gli infettivologi invitano a evitare allarmismi, sottolineando che il contagio richiede condizioni molto specifiche e contatti ravvicinati prolungati. Le strutture sanitarie italiane stanno comunque applicando protocolli di massima cautela per identificare rapidamente eventuali casi sospetti.
La situazione viene aggiornata costantemente anche in collaborazione con le autorità europee e con l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che continua a definire il rischio globale “basso”.