Secondo quanto riferito anche dalla sindaca di Villa San Giovanni, il giovane starebbe bene e non presenterebbe particolari problemi di salute. I campioni sono comunque stati inviati allo Spallanzani per ulteriori verifiche.
La situazione in Francia preoccupa di più
Molto più delicata appare invece la situazione in Francia, dove una donna collegata alla nave MV Hondius risulta ricoverata in gravissime condizioni in terapia intensiva. La paziente viene assistita tramite supporto respiratorio avanzato.
Leggi anche:Hantavirus, Mauro Corona attacca: “Più del virus mi preoccupano i virologi” – VIDEO
Leggi anche:Hantavirus, il racconto dell’allenatore sopravvissuto
Leggi anche:Hantavirus, il Ministero della Salute parla agli italiani
Le autorità francesi hanno adottato una linea molto più severa rispetto all’Italia, disponendo ricoveri ospedalieri e isolamento per decine di persone che hanno condiviso voli o ambienti con i casi positivi. Attualmente sarebbero 22 le persone monitorate negli ospedali francesi.
Cos’è il ceppo Andes e perché viene monitorato
L’Hantavirus presente in Europa normalmente si trasmette soltanto tramite roditori infetti e non passa da persona a persona. Il ceppo Andes, diffuso soprattutto in Sud America, è invece considerato diverso perché in determinate condizioni può trasmettersi anche attraverso contatti stretti e prolungati.
Gli esperti dell’Ecdc e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità continuano comunque a ribadire che il rischio per la popolazione resta basso. L’Oms ha spiegato che non esistono segnali di una diffusione incontrollata o dell’inizio di una pandemia.
Secondo gli specialisti, i casi registrati finora restano circoscritti al cluster collegato alla nave MV Hondius. Tuttavia l’incubazione del virus può durare anche diverse settimane, motivo per cui il monitoraggio proseguirà ancora a lungo.
Le raccomandazioni degli esperti
Gli infettivologi invitano a evitare allarmismi, sottolineando che il contagio richiede condizioni molto specifiche e contatti ravvicinati prolungati. Le strutture sanitarie italiane stanno comunque applicando protocolli di massima cautela per identificare rapidamente eventuali casi sospetti.
La situazione viene aggiornata costantemente anche in collaborazione con le autorità europee e con l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che continua a definire il rischio globale “basso”.