L’epidemia di hantavirus sulla nave da crociera MV Hondius continua a preoccupare le autorità sanitarie di tutto il mondo. Il bilancio aggiornato parla di tre morti — una coppia olandese e una donna tedesca — e almeno otto casi sospetti o confermati tra passeggeri ed equipaggio. La nave, partita a inizio aprile dall’Argentina, è ora in rotta verso le Canarie dopo aver effettuato evacuazioni a Capo Verde e su altri scali. E i passeggeri già sbarcati nelle settimane precedenti sono ora al centro di una corsa contro il tempo per tracciarli e monitorarli.
I casi: dalla coppia olandese alla hostess di Amsterdam

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Il primo caso si è manifestato l’11 aprile con sintomi febbrili, problemi gastrointestinali e poi polmonite e distress respiratorio acuto. L’uomo olandese è morto a bordo. La sua salma è stata sbarcata a Sant’Elena senza essere sottoposta ad alcun test. La moglie si è ammalata successivamente ed è deceduta all’arrivo in un ospedale di Johannesburg. Un test ha confermato che aveva il virus.
Una donna tedesca è deceduta a bordo e la sua salma è ancora sulla nave. Un uomo evacuato dall’isola di Ascensione verso il Sudafrica è in terapia intensiva ma in miglioramento. Un passeggero sbarcato a Sant’Elena è tornato in Svizzera e si è rivolto a medici di Zurigo sviluppando sintomi — è risultato positivo. Tre pazienti sono stati evacuati in Olanda per cure. Tra questi Martin Anstee, una guida britannica di 56 anni in ospedale a Leiden.
Giovedì ad Amsterdam una donna — descritta come una hostess che era entrata in contatto con la donna deceduta in Sudafrica — si è presentata con sintomi potenzialmente compatibili con l’hantavirus. Un caso che amplia ulteriormente il perimetro dell’epidemia.
USA: monitoraggio in Georgia, California e Arizona
Negli Stati Uniti le autorità sanitarie di almeno tre stati stanno monitorando residenti che erano a bordo della MV Hondius. Il Georgia Department of Public Health monitora due residenti, attualmente in buona salute e senza sintomi. La California è stata notificata dal CDC della presenza di suoi residenti a bordo — nessuno risulta malato. L’Arizona monitora un residente: non sintomatico. Il CDC non ha risposto alle richieste di commento.
Cos’è il ceppo Andes e perché spaventa
La grande differenza rispetto agli altri ceppi di hantavirus è che il ceppo Andes — quello identificato in questo focolaio — può trasmettersi da persona a persona. Gli altri 37 ceppi conosciuti si trasmettono esclusivamente attraverso i roditori. Il ceppo Andes è endemico in Argentina, dove il suo ospite naturale è il ratto pigmeo dalla coda lunga. Non si diffonde facilmente: richiede un contatto ravvicinato e prolungato, specialmente nelle prime fasi della malattia. In un precedente focolaio in Argentina nel 2018-2019, tre persone che avevano contratto il virus dai roditori lo trasmisero ad altre 34, di cui 11 morirono.
Tre laboratori in Sudafrica, Svizzera e Senegal stanno lavorando per sequenziare l’intero genoma del virus, confrontandolo con i ceppi dei precedenti focolai. L’OMS vuole capire se ci sono cambiamenti genetici significativi.
L’origine del contagio: la coppia olandese in Argentina
L’ipotesi più accreditata sull’origine del contagio è quella indicata dal direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus: la coppia olandese — prima a sviluppare sintomi — aveva viaggiato attraverso Argentina, Cile e Uruguay per osservare uccelli, visitando siti dove era presente la specie di ratto portatrice del virus. È lì, molto probabilmente, che è avvenuta l’esposizione iniziale.
Le misure: 45 giorni di isolamento per chi rientra in UK
Le misure adottate dai diversi paesi variano. I 19 britannici ancora a bordo, se privi di sintomi, saranno rimpatriati su un volo charter del Foreign Office al momento dell’arrivo alle Canarie. Al rientro nel Regno Unito dovranno isolarsi per 45 giorni — un periodo che riflette il lungo periodo di incubazione dell’hantavirus, che può variare da una a sei settimane.
L’OMS ha cercato di contenere i timori: “Questo non è il Covid, non è l’influenza: si diffonde in modo molto, molto diverso”, ha detto Maria van Kerkhove. Il rischio per la popolazione generale è classificato come basso. Ma la caccia ai passeggeri sbarcati prima che il focolaio fosse confermato è ancora in corso. E finché quella caccia non sarà completata, nessuna certezza è davvero possibile.