giovedì, Marzo 5

Caso Garlasco, Bruzzone: “Chiara Poggi scoprì una cosa”. L’ipotesi della spedizione punitiva

L’obiettivo, ha spiegato, è permettere verifiche ufficiali e chiarire chi stia diffondendo queste ricostruzioni.

La pista della droga non è tra quelle investigative

Nonostante il clamore mediatico generato dalle dichiarazioni, la cosiddetta “pista della cocaina” non risulta essere tra le ipotesi su cui sta lavorando la Procura di Pavia.

Si tratta infatti di una teoria che circola da tempo in alcune ricostruzioni alternative del delitto, soprattutto in ambienti online, ma che non ha trovato finora riscontri investigativi concreti.

Il punto sulle nuove indagini

Nel frattempo la nuova indagine della Procura di Pavia sul delitto di Garlasco si avvicina a una fase decisiva.

Nei giorni scorsi è stata depositata la BPA della professoressa Cristina Cattaneo, mentre è attesa anche la relazione sui computer utilizzati da Chiara Poggi e da Alberto Stasi, l’ex fidanzato condannato in via definitiva per l’omicidio.

Proprio la difesa di Stasi ha presentato una nuova consulenza informatica sul computer dell’imputato. Secondo gli esperti della difesa, alcune tracce registrate nel sistema operativo Windows XP sarebbero state interpretate erroneamente come attività umane.

In particolare, l’evento legato alla cosiddetta “cartella militare”, che in passato aveva alimentato dubbi sulle attività al computer la sera del 12 agosto 2007, sarebbe stato in realtà generato automaticamente dal sistema.

Secondo la stessa consulenza, quella sera Chiara Poggi stava lavorando alla tesi universitaria di Alberto Stasi, correggendo e integrando alcune parti del testo.

Un elemento che, secondo la difesa, confermerebbe che tra i due ci fosse un rapporto sereno alla vigilia del delitto, uno dei punti centrali del dibattito che continua ad accompagnare uno dei casi giudiziari più discussi della cronaca italiana.

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