Ilaria Salis, confermata l’immunità per un solo voto
Strasburgo, 7 ottobre 2025
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– È ufficiale: Ilaria Salis è salva. Il Parlamento europeo ha respinto, per un solo voto di scarto, la richiesta del governo ungherese di revocare l’immunità parlamentare dell’ex attivista italiana, accusata a Budapest di aver aggredito alcuni militanti di destra nel 2023. L’aula di Strasburgo ha confermato la sua immunità con 306 voti favorevoli contro 305 contrari.
La seconda volta salvata dal voto segreto
È la seconda volta che la deputata europea scampa alla revoca dell’immunità grazie al voto segreto. Già nella commissione giuridica dell’Europarlamento, qualche settimana fa, la Salis era stata salvata da un solo voto di scarto. Lo stesso copione si è ripetuto in aula, dove la sinistra europea ha ottenuto il voto segreto, contro la prassi del voto palese.
La decisione ha sorpreso gli osservatori: sulla carta, la maggioranza favorevole alla revoca sembrava ampia, anche perché il Partito Popolare Europeo – il gruppo più numeroso – aveva deciso di appoggiare la richiesta ungherese. Ma i franchi tiratori hanno ribaltato il risultato all’ultimo momento.
Il centrodestra: “Un precedente pericoloso”
Dal centrodestra non sono mancati commenti durissimi. Alcuni eurodeputati di Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno denunciato che questa decisione rappresenti un precedente pericoloso, perché per la prima volta l’immunità copre reati commessi prima dell’elezione a deputato europeo. “Si rischia di legittimare la violenza politica”, ha commentato un parlamentare del PPE.
Le parole di Mario Mantovani (FdI)
“Chiedo un sussulto di orgoglio a difesa dei diritti previsti dall’ordinamento democratico”, aveva dichiarato poco prima del voto Mario Mantovani, di Fratelli d’Italia. “La Salis è accusata di atti criminali e violenti contro persone che avevano la sola colpa di pensarla diversamente”.
Il voto segreto e gli equilibri politici interni
Dietro la conferma dell’immunità, secondo fonti parlamentari, ci sarebbe stato un intenso lavoro diplomatico tra gruppi politici di sinistra, verdi e liberali. “La sorte della Salis è diventata merce di scambio politica”, scrive il Giornale, sottolineando come il voto segreto abbia permesso ai franchi tiratori di spostare gli equilibri in extremis.
Ilaria Salis: “Pronta a farmi processare in Italia”
Nelle scorse settimane, la stessa Ilaria Salis aveva dichiarato di essere disposta a farsi processare in Italia, sostenendo che in Ungheria non avrebbe ricevuto un processo equo. “Lì – aveva spiegato – sarei condannata in partenza per motivi politici”. Ora la deputata potrà continuare a esercitare il suo mandato, ma resta aperta la battaglia giudiziaria sulla competenza territoriale del processo.
Un voto che divide l’Europa
Il caso Salis continua a spaccare il Parlamento europeo tra chi parla di difesa dei diritti civili e chi denuncia un uso politico dell’immunità. Per il momento, però, il verdetto è chiaro: Ilaria Salis è salva. Ma la distanza tra Roma, Budapest e Strasburgo, anche sul piano politico, non è mai sembrata così grande.
