sabato, Settembre 5

Sigfrido Ranucci in politica? Il nome circola in Avs tra tentazione e cautela: le smentite e i sondaggi

Il nome di Sigfrido Ranucci continua a circolare nel campo largo come possibile candidatura di peso. Ma secondo i retroscena pubblicati da Il Foglio, dentro Alleanza Verdi e Sinistra l’ipotesi susciterebbe insieme interesse e cautela.

Un doppio sentimento che, stando alla ricostruzione, accompagnerebbe il corteggiamento politico nei confronti del giornalista, storico volto di Report.

Cosa filtra dal partito

A raccontare il clima interno è il quotidiano diretto da Claudio Cerasa, secondo cui un dirigente vicino a Nicola Fratoianni avrebbe liquidato l’ipotesi con una battuta poco incoraggiante, evocando il precedente di una candidatura del passato rivelatasi politicamente complessa da gestire.

Va precisato che si tratta di un’espressione riportata in via indiretta e che il paragone rappresenta una valutazione politica, non un elemento di fatto. Le due vicende, del resto, sono profondamente diverse tra loro.

Le smentite ufficiali

Sul piano pubblico, la posizione del partito resta di segno opposto. Angelo Bonelli, che ha invitato Ranucci alla festa del partito del 9 settembre, nega che vi sia una candidatura sul tavolo.

Il Foglio ricorda però, non senza una punta di malizia, come analoghe smentite avessero preceduto anche l’operazione legata a Ilaria Salis. E intanto il nome del giornalista continua a rimbalzare nel dibattito.

Il linguaggio che è cambiato

Un elemento significativo riguarda le parole dello stesso Ranucci. Nelle ultime settimane il giornalista avrebbe progressivamente ammorbidito il proprio linguaggio.

Dal categorico «non entrerò mai in politica» si è passati a formule decisamente più possibiliste: «Non escludo nulla, ma chi mi candiderebbe?». Una domanda che, più che chiudere il dibattito, ha finito per alimentarlo ulteriormente.

Il sondaggio e le analisi degli esperti

Attorno alla vicenda si muove nel frattempo un mondo politico e mediatico che sembra già ragionare in termini elettorali. Circolerebbe persino un sondaggio Swg, del quale sarebbe noto il testo ma non il committente.

Interessanti le valutazioni dei sondaggisti. «Non so se Ranucci ha elettori, ma un pubblico ce l’ha di sicuro», osserva Alessandra Ghisleri. Ancora più netto Livio Gigliuto dell’istituto Piepoli: «Il pubblico può diventare elettorato».

Una macchina comunicativa già avviata

Ed è esattamente questo il punto che rende l’ipotesi tanto interessante quanto delicata. Il giornalista dispone già di una notorietà nazionale, di una comunità molto fidelizzata, di una forte presenza sui social e di un calendario fitto di incontri e presentazioni.

Il suo tour, nota il quotidiano, risulta pieno fino ad aprile. Una struttura di appuntamenti che, osservano i retroscenisti, somiglia già a una campagna di comunicazione capillare, pur in assenza di qualsiasi candidatura.

I rischi valutati dentro il partito

Secondo la ricostruzione, il timore riguarderebbe la possibilità che chi decidesse di candidarlo si trovi poi a dover intestarsi battaglie, polemiche e controversie maturate nel corso di una lunga carriera giornalistica.

Un calcolo costi-benefici che, stando ai retroscena, sarebbe al centro delle riflessioni interne. Da un lato il potenziale apporto in termini di voti e visibilità, dall’altro l’esposizione mediatica che ne deriverebbe.

Così, mentre le smentite ufficiali proseguono, la domanda che circola nei corridoi sembra essersi spostata: non più soltanto chi voglia candidare il giornalista, ma chi sia disposto ad assumersene il rischio politico. Resta il fatto che, allo stato attuale, nessuna candidatura risulta formalizzata da alcuna parte.