domenica, Luglio 5

Italia, ripescaggio possibile? Ecco cosa dice davvero la FIFA

Un’altra delusione pesantissima per il calcio italiano: la sconfitta ai rigori contro la Bosnia ha sancito la terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali. Un dato storico, ma in negativo, per una Nazionale che in passato ha alzato la Coppa del Mondo per ben quattro volte.

E come spesso accade in questi casi, torna a circolare una domanda: esiste ancora una possibilità di ripescaggio?

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Cosa dice il regolamento FIFA

L’eventualità di sostituire una squadra qualificata ai Mondiali è prevista dal regolamento ufficiale della FIFA, nello specifico dall’articolo 6 comma 7.

La norma stabilisce che, in caso di ritiro o esclusione di una nazionale, la FIFA ha piena discrezionalità nel decidere come intervenire, inclusa la possibilità di scegliere una squadra sostitutiva.

Non esiste però alcun automatismo: nessun criterio fisso, nessuna graduatoria ufficiale per eventuali ripescaggi.

Perché si parla dell’Iran

L’ipotesi nasce dal possibile forfait dell’Iran, legato alla grave situazione internazionale e al conflitto con gli Stati Uniti. Se ciò accadesse, si libererebbe un posto nel tabellone dei Mondiali 2026.

Ma questo non significa automaticamente che l’Italia possa beneficiarne.

Le reali possibilità dell’Italia

In teoria, la FIFA potrebbe scegliere qualsiasi nazionale. In pratica, però, esistono equilibri molto chiari tra le confederazioni.

L’Asia ha un numero preciso di posti assegnati e, per mantenerlo invariato, la soluzione più probabile sarebbe quella di sostituire l’Iran con un’altra squadra asiatica.

Tra le candidate ci sarebbero gli Emirati Arabi Uniti, ultimi esclusi nel percorso di qualificazione continentale.

L’Italia, pur essendo la nazionale con il ranking FIFA più alto tra le non qualificate, appartiene alla UEFA, che ha già tutti i suoi posti assegnati.

Nessun precedente favorevole

Non esistono precedenti recenti che facciano pensare a un ripescaggio da una confederazione diversa rispetto a quella della squadra esclusa.

Anche altre nazionali eliminate, come Bolivia o Giamaica, potrebbero teoricamente avanzare una candidatura, ma resterebbero comunque soluzioni secondarie.

Una crisi profonda

Al di là delle ipotesi regolamentari, il vero problema resta il campo. L’Italia manca il Mondiale per la terza edizione consecutiva, un segnale evidente di una crisi strutturale del sistema calcio.

Affidarsi a un ripescaggio appare oggi più una speranza disperata che una reale possibilità. Il verdetto, salvo clamorosi colpi di scena, è già scritto: anche nel 2026 gli Azzurri rischiano di restare a casa.