Il nuovo sondaggio Lab21 per Affaritaliani ribalta molte certezze del dibattito pubblico europeo. A più di tre anni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, l’opinione degli italiani si rivela molto diversa dalla posizione ufficiale del governo e da quella delle istituzioni UE. La maggioranza degli intervistati, infatti, non appoggia la linea di Kiev e ritiene che le responsabilità della mancata pace siano distribuite tra i due presidenti, Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky.
Il piano USA piace più di quello europeo

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Il primo dato che colpisce riguarda le possibili soluzioni diplomatiche: il 49,2% degli italiani considera migliore il piano originario statunitense, giudicato più gradito alla Russia e volto a congelare rapidamente il conflitto. La soluzione più vicina alla posizione europea – quella più favorevole all’Ucraina – raccoglie invece il 48,7%. Una differenza minima, ma sufficiente a indicare uno spostamento dell’opinione pubblica.
Un risultato che stride con la linea ufficiale dell’Unione Europea, compatta nel sostenere Kiev, e con quella del governo Meloni, che – pur mantenendo legami stretti con gli Stati Uniti – ribadisce regolarmente l’appoggio all’Ucraina.
Chi ostacola la pace? Per gli italiani non è solo Putin
Ancora più sorprendenti i dati sulle responsabilità: alla domanda su chi impedisca il processo di pace, il 38,2% indica Vladimir Putin. Ma a brevissima distanza troviamo un 37,4% che punta il dito direttamente contro Zelensky.
Il restante 24,4% ritiene invece che la colpa sia di entrambi, senza distinzioni.
Il quadro è netto: per la maggioranza relativa degli italiani, la guerra non prosegue solo per colpa del Cremlino, ma anche per le scelte del governo di Kiev. Una percezione che colloca l’Italia fuori dal mainstream politico europeo incarnato da Macron, von der Leyen e dal premier britannico Starmer.
Secondo Baldassari, la frattura tra la narrativa ufficiale e il sentire degli italiani «è ormai evidente». Nonostante la posizione ferma del governo Meloni e il sostegno dell’UE all’Ucraina, la popolazione sembra aver cambiato rotta.
I segnali erano già emersi con la discussione sul finanziamento europeo alla difesa e sull’invio di nuovi armamenti, ma il sondaggio conferma che il Paese vive un’inversione di tendenza: meno fiducia in Zelensky, più apertura a un compromesso.
Il risultato complessivo evidenzia una stanchezza diffusa verso un conflitto percepito come bloccato, senza una prospettiva chiara di vittoria ucraina e con un crescente costo economico e geopolitico.
Il messaggio degli italiani alla politica
Il sondaggio arriva in un momento particolarmente sensibile per l’Europa, impegnata nel rinnovo delle strategie di sicurezza comune. E rappresenta un avvertimento alla classe politica italiana: la distanza tra istituzioni e cittadini sul dossier Ucraina sta aumentando.
Se da un lato Bruxelles continua a chiedere un sostegno compatto a Kiev, dall’altro sempre più italiani ritengono che solo un compromesso possa portare alla pace, anche se questo implica concessioni sgradite alla leadership ucraina.
Una realtà che la politica, in Italia e in Europa, non potrà ignorare ancora a lungo.