domenica, Marzo 1

Leva militare in Italia, chi può essere richiamato in guerra: liste comunali, fasce d’età e categorie escluse

La leva in Italia: abolita o solo sospesa?

La leva militare in Italia non è stata abolita, ma sospesa. È una differenza giuridica che torna al centro del dibattito ogni volta che si parla di guerra o mobilitazione generale. Dal 2005 il servizio militare obbligatorio non è più attivo e le Forze armate sono composte esclusivamente da personale professionista e volontario. Tuttavia, l’impianto normativo non è stato cancellato.

In caso di dichiarazione dello stato di guerra da parte del Parlamento, la leva potrebbe essere riattivata con un provvedimento straordinario. Non scatterebbe però in modo automatico per tutti i cittadini: esiste una precisa gerarchia operativa che stabilisce chi verrebbe coinvolto e in quale ordine.

Le liste di leva nei Comuni

Ogni Comune italiano continua a formare annualmente le liste di leva. Si tratta di registri amministrativi che includono i nominativi dei cittadini iscritti al compimento del diciassettesimo anno di età. È un adempimento anagrafico, non un obbligo immediato.

Tradizionalmente le liste riguardano i cittadini di sesso maschile, poiché l’obbligo di leva, quando era attivo, si applicava solo agli uomini. Le donne possono arruolarsi volontariamente nelle Forze armate, ma non rientrano nelle liste obbligatorie.

In uno scenario estremo di guerra dichiarata, lo Stato potrebbe attingere a questi elenchi per individuare le fasce d’età idonee, convocando i soggetti per visite mediche e valutazioni psicofisiche.

L’ordine delle chiamate: chi verrebbe mobilitato per primo

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