venerdì, Giugno 5

Meloni assente al vertice UE-Balcani in Montenegro: il motivo reale e le polemiche dell’opposizione

A seguire, Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra ha tirato in ballo il celebre film natalizio Mamma ho perso l’aereo, parlando di «immagine plastica dell’irrilevanza» italiana e definendo l’episodio non una gaffe di protocollo ma «un fatto politico». Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ha alzato ulteriormente i toni chiedendosi se «l’aereo lo guidasse Salvini» e sostenendo che l’Italia non abbia mai recuperato la propria centralità internazionale. Piero De Luca del Partito Democratico e Riccardo Magi di +Europa hanno completato il quadro, con il secondo che ha parlato di «scuse grottesche» e di una politica estera segnata dall’«euroscetticismo di fondo» della premier.

Polemica strumentale o critica legittima?

Al netto delle posizioni politiche di ciascuno, vale la pena separare i fatti dalle interpretazioni. L’assenza di Meloni al vertice di Tivat è reale, e in una fase delicata come quella attuale — con il dossier allargamento UE ai Balcani e la guerra in Ucraina ancora aperta — la presenza dei leader europei ha un peso specifico. Su questo, le opposizioni hanno un punto.

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Tuttavia, attribuire l’assenza a un disinteresse strategico o a un’incapacità organizzativa appare, alla luce dei fatti ricostruiti, una lettura forzata. L’imprevisto è documentato, la comunicazione con i vertici europei è avvenuta in modo diretto e tempestivo, e la premier stava adempiendo a un impegno istituzionale di rilievo. La distanza tra il fatto reale e la narrazione costruita attorno ad esso dice molto sullo stato del dibattito politico italiano.

Il contesto: cosa si è discusso a Tivat

Il vertice in Montenegro era dedicato ai temi dell’allargamento dell’Unione Europea ai Paesi dei Balcani Occidentali, un processo che riguarda direttamente la stabilità del continente e che coinvolge Paesi come Serbia, Bosnia Erzegovina, Albania, Macedonia del Nord e appunto Montenegro. Un dossier su cui l’Italia ha storicamente un ruolo attivo, anche per ragioni geografiche e di interesse diretto nel quadrante adriatico e balcanico.

La questione dell’Ucraina era anch’essa all’ordine del giorno, in un momento in cui le cancellerie europee cercano di mantenere una posizione comune. L’assenza italiana, seppur non programmata, rischia comunque di pesare nel racconto diplomatico della giornata. È su questo terreno, più che sulle battute, che si gioca la vera partita politica.

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