È uno scontro aperto tra giornalismo e magistratura quello che si consuma sulle pagine del Fatto Quotidiano nella giornata del 5 giugno 2026. Il direttore Marco Travaglio ha pubblicato un editoriale in forma di lettera aperta indirizzata alla Procuratrice Generale Francesca Nanni, al centro della vicenda legata alla grazia concessa a Nicole Minetti. Un testo durissimo, che mette nel mirino le scelte investigative della magistrata e difende il lavoro giornalistico del quotidiano da quella che Travaglio definisce una diffamazione istituzionale.
Il caso: la grazia a Nicole Minetti

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Per comprendere la portata dello scontro è necessario ricostruire il contesto. Nicole Minetti, ex consigliera regionale lombarda condannata in via definitiva per reati gravi, ha ottenuto la grazia presidenziale. Il parere favorevole alla concessione era stato espresso dalla Procuratrice Generale Francesca Nanni, un atto che rientra nelle sue prerogative istituzionali nell’ambito del procedimento amministrativo previsto per questo tipo di provvedimento.
Il Fatto Quotidiano aveva pubblicato nei giorni precedenti una serie di scoop giornalistici legati alla vicenda, tra cui un’intervista a una donna identificata come Graciela, presentata come ex dipendente di una proprietà riconducibile all’ambiente frequentato dalla Minetti in Uruguay. La donna avrebbe rilasciato dichiarazioni rilevanti ai giornalisti del quotidiano, affermazioni che secondo Travaglio avrebbero dovuto essere valutate dalla Procura nell’ambito del procedimento.
Le accuse di Travaglio alla Procuratrice
Nell’editoriale, Travaglio contesta alla Procuratrice Nanni di non aver ascoltato la testimone uruguayana nonostante questa avesse dichiarato pubblicamente, in un’intervista televisiva, di essere disponibile a riferire ulteriori elementi alle autorità italiane. Secondo il direttore del Fatto, la scelta di non raccogliere quella testimonianza avrebbe privato il procedimento di elementi potenzialmente significativi, esponendo la Presidenza della Repubblica a possibili sviluppi imbarazzanti.