Giorgia Meloni ha concluso il breve soggiorno estivo nell’arcipelago della Maddalena, in Sardegna. Una pausa privata di pochi giorni, trascorsa in famiglia, che si è chiusa domenica 9 agosto. Il calendario istituzionale della presidente del Consiglio riprende il 21 agosto a Taranto, dove è attesa insieme al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per l’apertura dei Giochi del Mediterraneo.
La tappa sarda
Il soggiorno, di tre giorni, si è svolto nell’arcipelago con un profilo volutamente basso. Prima della partenza la premier si è intrattenuta con residenti e turisti nel centro dell’isola, tra saluti, strette di mano e fotografie. Presenti anche il sindaco Fabio Lai e la vicesindaca Federica Porcu.
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Nei saluti la presidente del Consiglio ha speso parole di apprezzamento per l’isola, definendola meravigliosa e citando i fondali tra i più belli che avesse visto, e ha assicurato che tornerà. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, il soggiorno si è svolto in una struttura ricettiva della parte sud-occidentale dell’isola.

Dove ha alloggiato la premier e quanto costa
Secondo quanto riportato da Il Messaggero, il soggiorno si è svolto al Grand Hotel Resort Ma&Ma, struttura a cinque stelle situata a Punta Tegge, nella parte sud-occidentale dell’isola, immersa in tre ettari di vegetazione mediterranea e a circa 150 metri dal mare. L’hotel ha dedicato alla presidente del Consiglio un messaggio sui propri canali social, ringraziandola per aver scelto la struttura.
Le tariffe pubblicate dal resort per le camere standard oscillano indicativamente tra i 150 e i 500 euro a notte, con i valori più alti concentrati proprio nel mese di agosto. La struttura dispone di una spa di circa 800 metri quadrati, di una piscina ricavata tra le rocce e di un’ampia zona solarium. Non è stato reso noto in quale sistemazione abbia alloggiato la premier, né a quale tariffa: le cifre indicate sono quelle di listino pubblicamente consultabili, non il costo effettivo del soggiorno.
Sul punto vale una precisazione, perché è quello su cui si generano più equivoci. Le vacanze private dei presidenti del Consiglio sono per prassi a carico personale di chi ricopre la carica; restano invece a carico dello Stato i costi legati alla sicurezza e agli spostamenti protetti, che accompagnano il capo del governo anche fuori dagli impegni istituzionali e che non sono quantificati né resi pubblici. Palazzo Chigi non ha diffuso indicazioni sul soggiorno sardo, e nessun rilievo formale è stato sollevato in proposito.
Il 21 agosto a Taranto: cosa prevede la cerimonia
Il primo appuntamento pubblico di rilievo è fissato per venerdì 21 agosto allo stadio Erasmo Iacovone di Taranto, dove alle 20 si apre la ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo.
Un chiarimento sul protocollo, spesso riassunto in modo impreciso: sarà Mattarella a pronunciare la formula ufficiale che dichiara aperta la manifestazione, come da tradizione per i grandi eventi multisportivi. La premier assisterà dalla tribuna d’onore. È confermata anche la presenza del presidente del Senato Ignazio La Russa, del ministro per lo Sport Andrea Abodi, del ministro per gli Affari europei e il Pnrr Tommaso Foti e del vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto. Per il mondo sportivo è atteso il presidente del Coni Luciano Buonfiglio.
È la quarta volta che l’Italia ospita i Giochi, dopo Napoli 1963, Bari 1997 e Pescara 2009. La manifestazione coinvolgerà, oltre al capoluogo ionico, diversi centri delle province di Taranto, Brindisi e Bari. Abodi e Foti saranno in città già dal 20 agosto, quando il Castello Aragonese ospiterà una cena ufficiale con circa 150 invitati.
Un evento con una posta più larga dello sport
Per Taranto l’appuntamento ha un significato che va oltre il calendario agonistico. Il ministro Abodi lo ha definito una dimostrazione della possibilità di dare un senso diverso al futuro della città, sottolineando che gli impianti dovranno essere gestiti e valorizzati anche dopo l’evento perché il territorio si affermi stabilmente come città dello sport.
Non tutte le voci locali condividono l’ottimismo: parte della stampa e delle amministrazioni del territorio ha sollevato negli ultimi mesi rilievi su costi, tagli e sostenibilità della gestione futura degli impianti. È un tema che tornerà, prevedibilmente, subito dopo la cerimonia.
I dossier che aspettano il rientro
Alla ripresa il governo troverà sul tavolo diverse partite aperte. La più immediata riguarda i rapporti con Berlino sui trasferimenti dei richiedenti asilo cosiddetti “dublinanti”, dopo l’annuncio tedesco di volerli riattivare in seguito all’entrata in vigore del nuovo Patto europeo su migrazione e asilo. Sul fronte occidentale resta aperto il confronto con la Spagna sui controlli alle frontiere.
C’è poi il quadro interno alla maggioranza. Le rilevazioni pubblicate nelle ultime settimane concordano su due elementi: Fratelli d’Italia resta il primo partito ma su valori più bassi rispetto alla media della legislatura, e Futuro Nazionale di Roberto Vannacci continua a crescere insidiando la posizione degli alleati minori. Le letture divergono — chi vi vede un logoramento del consenso e chi una fisiologica frammentazione a metà mandato — ma il riequilibrio interno al centrodestra è destinato a diventare uno dei temi dell’autunno.
Un secondo appuntamento è previsto per il 4 settembre a Bari. Da lì in avanti la stagione politica entra nella fase che porterà alla legge di bilancio e, a seguire, all’avvicinamento alla scadenza naturale della legislatura.