domenica, Luglio 26

Meloni dopo l’attentato a Trump: “No all’odio politico” , la decisione della Lega

Una mattinata densa per il governo Meloni. Da un lato la solidarietà corale al presidente americano Donald Trump dopo l’attentato di sabato sera alla cena dei Corrispondenti della Casa Bianca. Dall’altro una serie di dossier interni che si accavallano: il Patto di stabilità che divide la maggioranza, il deficit che tiene l’Italia nella procedura UE, le polemiche sul 25 aprile che non si spengono e le opposizioni che attaccano su tutti i fronti.

Meloni, Salvini e Tajani solidali con Trump

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Il centrodestra italiano si è stretto attorno a Trump con un fronte compatto. La premier ha scritto sui social: “Nessun odio politico può trovare spazio nelle nostre democrazie. Non permetteremo al fanatismo di avvelenare i luoghi del libero dibattito e dell’informazione”. Salvini ha alzato il livello: “L’odio e il fanatismo stanno aumentando in tutto il mondo, è nostro dovere insistere affinché prevalgano dialogo e buonsenso contro ogni deriva”. Tajani ha aggiunto: “Rasserenare il clima del dibattito politico, a tutte le latitudini, è un dovere di tutti noi anche per prevenire episodi di violenza come questo e arginare i fanatici che attentano le libertà e la democrazia”. Anche Conte ha condannato l’attentato, definendo “stucchevoli” le polemiche sulle posizioni delle opposizioni.

La Lega vuole abbandonare il Patto di stabilità — FdI e FI frenano

Il fronte interno è invece tutt’altro che compatto. La Lega vorrebbe inserire nella risoluzione di maggioranza al Documento di finanza pubblica — che questa settimana verrà votato in Parlamento — la richiesta di abbandonare il Patto di stabilità europeo. Una mossa che FdI e Forza Italia hanno già bocciato, invitando a “evitare voli pindarici”. Gli azzurri preferiscono puntare sulla revisione del PNRR o sulla rimodulazione dei fondi di coesione da destinare all’energia. Per Pd e Italia Viva è la conferma che “la maggioranza è nel caos”.

Conte: “Patto di stabilità va rivisto, non sospeso — il governo si è completamente incartato”

Giuseppe Conte ha chiarito a Radio 24 la posizione del M5S con parole taglienti. “È molto pericoloso sospendere unilateralmente il Patto di stabilità. Andava sottoscritto in modo diverso. Oggi va rivisto, sospenderlo sarebbe un precedente pericoloso”. E poi l’attacco al governo: “Noi lo abbiamo detto subito che questo Patto ci strangolava, ma il governo non si è neppure battuto per modificarlo. E ora si sveglia? Su chi vogliono scaricare? Sulla loro incompetenza?”. Sulla prospettiva di sforare il deficit: “Saremo costretti a sforare. Il problema è che questo governo si è completamente incartato e dopo i tagli ci troveremo a fare lo scostamento: la politica economica è fallimentare”.

Deficit al 3,1%, Pil anemico: le opposizioni attaccano il bilancio economico di Meloni

Sul fronte economico, il responsabile economico del Pd Antonio Misiani ha commentato il deficit al 3,1% nel 2025 come “una beffa” che mantiene l’Italia nella procedura di infrazione UE. Ma il dato più preoccupante, secondo Misiani, è un altro: “Il Pil è cresciuto solo dello 0,5% nel 2025, un terzo della media della zona Euro, nonostante il PNRR. In tre anni e mezzo il governo Meloni ha imposto una ‘cura’ di austerità che ha finito per strangolare la crescita invece di sostenerla”.

Ancora più duro Angelo Bonelli di AVS, che ha sparato a zero sull’intera politica energetica ed economica del governo: energivore dipendenze dal gas, extraprofitti non tassati, rinnovabili bloccate, spesa militare al 5% del PIL e 14 miliardi per il Ponte sullo Stretto. “Dopo quattro anni non ci sono risultati, ma un deficit oltre il 3% e la prospettiva di una manovra lacrime e sangue che colpirà cittadini e lavoratori”, ha concluso.

Valditara: “Gli antifascisti usano il linguaggio degli squadristi”

Le polemiche del 25 aprile non si spengono. Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha risposto duramente a chi aveva esposto la sua sagoma a testa in giù durante i cortei, parlando di “ipocrisia del cosiddetto movimento ‘antifa’”: “Alcuni sedicenti antifascisti hanno usato il linguaggio degli squadristi di cent’anni fa. Con i valori della Repubblica democratica, non hanno nulla a che fare”. Valditara ha poi ridefinito l’antifascismo nei termini del rispetto delle libere elezioni, della libertà di pensiero e del rifiuto della violenza come strumento politico — concludendo che certi comportamenti si ritrovano “oggi diffusi e pacificamente accettati in una certa parte della sinistra massimalista e radicale”.