mercoledì, Marzo 11

Meloni al Senato sulla guerra in Iran: “L’Italia non andrà in guerra”

Il passaggio più atteso era quello sulle basi militari americane in Italia. Meloni ha distinto tra due scenari. Per attività logistiche e non cinetiche — cioè che non comportano bombardamenti — esistono già autorizzazioni tecniche previste dagli accordi internazionali. Per tutto il resto, la risposta è netta: “Nel caso in cui dovessero giungere richieste di uso delle basi italiane per altre attività, la decisione, in quel caso, per noi spetterebbe al Parlamento.” Ha anche chiarito che ad oggi nessuna richiesta di questo tipo è arrivata dagli Stati Uniti.

Speculatori sui carburanti: “Consiglio prudenza. Li tasseremo”

Sul fronte economico, Meloni ha usato toni durissimi contro chi sta approfittando dell’impennata dei prezzi energetici causata dalla guerra. “Il messaggio che voglio dare a chi dovesse pensare di sfruttare questa situazione per arricchirsi sulla pelle dei cittadini è: consiglio prudenza. Faremo tutto quello che possiamo per impedire che si speculi sulla crisi, compreso recuperare i proventi della speculazione con una maggiore tassazione delle aziende che ne fossero responsabili.” Un avvertimento esplicito che apre la porta a una nuova tassa sugli extraprofitti energetici — misura che il governo aveva smantellato meno di un anno fa.

Strage di Minab, Libano e Unifil: i passaggi internazionali

Meloni ha condannato i bombardamenti che hanno colpito la scuola femminile di Minab, uccidendo almeno 168 bambine e alcune insegnanti: “Si accertino le responsabilità. Va preservata l’incolumità dei civili e dei bambini.” Sul Libano ha dichiarato di essersi sentita con Netanyahu per manifestargli “la contrarietà dell’Italia a qualsiasi escalation”, ribadendo che la sicurezza dei oltre mille soldati italiani Unifil presenti nel Paese deve essere garantita in ogni momento.

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