Alcuni educatori sostengono che ci si dovrebbe limitare a figure la cui importanza è stata già consolidata nel tempo. Altri difendono l’aggiornamento dei contenuti scolastici, anche con nomi contemporanei, purché in modo neutro.
“Questa non è storia, è attualità politicizzata”, ha dichiarato l’insegnante protagonista della denuncia. “Si stanno usando i bambini per costruire consenso, e questo è inaccettabile in un ambiente educativo.”
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La polemica si è allargata rapidamente. Alcuni sindacati della scuola e associazioni di genitori hanno chiesto un intervento del ministero dell’Istruzione per chiarire se e come sia regolata la presenza di figure politiche viventi nei contenuti scolastici.