martedì, Settembre 1

Meteo settembre 2026, la previsione di Mario Giuliacci: caldo africano ancora protagonista e ondate di calore sempre più frequenti

Con la fine di agosto gli italiani potranno finalmente dire addio al caldo? La risposta, purtroppo per molti, è tutt’altro che rassicurante. Stando a quanto riferisce il colonnello Mario Giuliacci, il caldo africano sembra destinato ad accompagnarci anche nel corso di questo mese di settembre.

Una previsione che arriva al termine di un mese di agosto che ha già scritto un capitolo importante nella storia climatica recente del nostro Paese. E i numeri, in questo caso, parlano da soli.

Il dato record di agosto 2026

La media delle temperature massime di agosto, calcolata sulle 15 principali città italiane dal 2000 a oggi, segna quest’anno 33,4°C. Un valore che, come sottolinea l’esperto, stacca nettamente qualsiasi precedente registrato nel periodo considerato.

Non si tratta di un dato isolato. Confrontato con quelli degli ultimi 26 anni, il valore restituisce una fotografia inequivocabile: gli agosti considerati “freschi” sono ormai un ricordo lontano, appartenente a una fase climatica che sembra essersi definitivamente chiusa.

Settembre, un “mese di transizione” che non lo è più

Storicamente settembre è sempre stato percepito come una sorta di mese cerniera, il delicato passaggio dal caldo estivo verso il freddo autunnale. Un periodo in cui le temperature scendono progressivamente e la stagione cambia volto.

Ma la storia recente, avverte Giuliacci, suggerisce di non abbassare la guardia. Le ondate di calore settembrine non rappresentano una novità assoluta per l’Italia, ma negli ultimi decenni hanno cambiato radicalmente natura: sono diventate più frequenti, più durature e più estese sul territorio nazionale.

Il precedente storico che pochi ricordano

Per capire quanto il caldo settembrino possa spingersi lontano, basta guardare a un episodio ormai lontano nel tempo ma tuttora impressionante. Tra il 5 e il 9 settembre 1946 l’Italia visse giorni di temperature straordinarie.

In quel periodo si toccarono i 45,5°C a Foggia, i 41,2°C a Palermo Boccadifalco e i 40°C a Roma Ciampino. Valori che, letti a distanza di ottant’anni, continuano a lasciare sbalorditi e che dimostrano come il mese non sia mai stato realmente al riparo dagli eccessi.

Da eccezione a evento ricorrente

Ma è proprio qui che si colloca la differenza sostanziale evidenziata dal colonnello. Se in passato episodi del genere rappresentavano eccezioni clamorose, isolate nel tempo e destinate a entrare negli annali, nell’epoca più recente il fenomeno ha cambiato natura.

Le ondate di calore di inizio autunno sono passate da episodio eccezionale a evento ricorrente, con una frequenza che ne modifica completamente la percezione. Non più anomalie da segnalare, ma una caratteristica ormai strutturale delle nostre stagioni.

Cosa aspettarsi nelle prossime settimane

La conclusione che emerge dall’analisi è tutt’altro che consolatoria per chi sperava in un rapido cambio di passo: difficilmente il caldo lascerà in pace la penisola nel breve periodo.

Un quadro che invita a considerare settembre non più come il mese in cui riporre definitivamente ventilatori e condizionatori, ma come una fase in cui le temperature elevate possono ancora tornare protagoniste. Chi aveva già archiviato l’estate, insomma, potrebbe doverci ripensare.