lunedì, Luglio 20

Mondiali 2026, Di Canio contro Adani: “Metto il volume a zero, siamo italiani”

Alla vigilia della finale dei Mondiali 2026 tra Spagna e Argentina, a tenere banco non è solo il campo ma anche la polemica sulle telecronache. A scatenarla è Paolo Di Canio, che ha lanciato un attacco diretto a Lele Adani, finito nel mirino delle critiche dopo la semifinale tra Argentina e Inghilterra per un commento giudicato da molti troppo sbilanciato a favore dell’Albiceleste e di Lionel Messi.

L’ex attaccante della Lazio, oggi opinionista, ha affidato il suo sfogo a un video diventato rapidamente virale sui social. E il tono, tra ironia e provocazione, ha subito acceso la discussione tra i tifosi.

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I 52 messaggi e lo sfogo social

Paolo Di Canio e Lele Adani, protagonisti della polemica sulle telecronache dei Mondiali 2026

«Dopo la partita fra Argentina e Inghilterra ho ricevuto 52 messaggi su WhatsApp, da persone che conosco, anche da chi non sentivo da tempo. E la cosa strana è che il tenore era sempre lo stesso: infuriati, arrabbiati, indignati. 52 su 52», ha esordito Di Canio nel filmato.

Il motivo di tanta rabbia, spiega, erano proprio le telecronache della semifinale. Un malumore diffuso che, a suo dire, avrebbe raggiunto persino i discorsi da bar, segno di quanto il tema abbia acceso gli animi degli appassionati.

“Io il volume lo tengo a zero”

La sua ricetta, provocatoria, l’ex giocatore l’ha rivelata senza giri di parole: «Non parlate con me, perché io per scelta non ho mai messo il volume durante le partite dei Mondiali. Mi fido della mia conoscenza, della mia competenza e dei miei occhi. Perciò mettevo una musichetta e mi guardavo le partite».

Un modo tagliente per prendere le distanze dalle telecronache contestate, rivendicando la propria autonomia di giudizio e invitando implicitamente i telespettatori a fare lo stesso di fronte a un commento non gradito.

La stoccata ironica alla Rai

Non è mancata la frecciata al servizio pubblico, condita di ironia. «Dovete essere anche un po’ contenti, perché con il passaggio dell’Argentina, Rai 1 non entrerà in lutto e trasmetterà in chiaro la finale fra Spagna e Argentina», ha ironizzato, ribattezzando scherzosamente la rete “Radio Televisione Argentina”.

«Che volete di più? Sorridete e siate contenti. E se proprio non volete indignarvi, abbassate il volume a zero. Nessuno vi obbliga a sentire, sennò siete masochisti», ha proseguito. Prima della chiusura destinata a far discutere: «Io ricordo a tutti… Italia, noi siamo italiani».

Verso la finale, tra campo e polemiche

Nonostante le critiche piovute dopo la semifinale, Adani sarà regolarmente al commento anche della finale in programma oggi, domenica 19 luglio. Un appuntamento che si annuncia caldissimo non solo per il valore sportivo della sfida tra Spagna e Argentina, ma anche per l’attenzione mediatica ormai puntata sulle voci del racconto televisivo.

Il botta e risposta a distanza tra i due opinionisti è destinato a proseguire, alimentando un dibattito che ormai va oltre il rettangolo di gioco. E che conferma quanto, in Italia, la telecronaca sappia dividere i tifosi tanto quanto il risultato finale.