Attimi di apprensione a Montecitorio, dove nel pomeriggio un improvviso principio d’incendio ha scosso la quotidianità dei lavori parlamentari. Teatro dell’episodio è stata la sala stampa intitolata alla giornalista Miriam Mafai, cuore dell’informazione politica all’interno della Camera dei deputati.
A scatenare l’allarme sarebbe stato il malfunzionamento del computer portatile di un cronista, che ha provocato un denso fumo all’interno dei locali, facendo scattare i sistemi di sicurezza. Fortunatamente, come si vedrà, l’episodio si è concluso senza conseguenze per le persone.
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L’origine dell’incendio
Il focolaio si è sviluppato in modo improvviso mentre i giornalisti presenti stavano svolgendo le consuete attività di redazione. All’origine ci sarebbe una anomalia tecnica del notebook, con ogni probabilità riconducibile al surriscaldamento o al cortocircuito della batteria al litio del dispositivo, che ha iniziato a sprigionare fumo per poi prendere fuoco nel giro di pochi istanti.
La reazione degli addetti e dei cronisti presenti è stata immediata. Grazie alla prontezza del personale di servizio, la fiammata è stata subito spenta con un estintore presente nelle vicinanze, evitando che il rogo si estendesse agli arredi, alle carte e alle altre apparecchiature elettroniche sui banchi della sala.

L’intervento dei vigili del fuoco
Dopo il primo contenimento, le procedure hanno previsto l’intervento dei vigili del fuoco per un sopralluogo approfondito e la bonifica completa del locale. Gli uomini del corpo antincendio si sono assicurati che non vi fossero ulteriori focolai nascosti o rischi legati al surriscaldamento di altre componenti elettriche.
Per consentire la fuoriuscita del fumo e accelerare il ricambio d’aria, tutte le finestre della stanza sono state aperte, mentre l’impianto di aria condizionata è stato temporaneamente disattivato per impedire che il fumo venisse diffuso in altre aree dell’edificio.
Le ripercussioni nel palazzo
Il fumo e il forte odore acre non si sono limitati alla sala stampa, ma hanno rapidamente raggiunto le zone adiacenti. L’odore di bruciato è stato percepito anche nel celebre Transatlantico, il corridoio dove abitualmente deputati, ministri e giornalisti si ritrovano per i confronti informali.
Gli allarmi antincendio, rimasti attivi per diverso tempo, hanno mantenuto alta l’attenzione tra i presenti, confermando l’efficacia dei sistemi di rilevamento e la rapidità della risposta della struttura. Nonostante lo spavento e i disagi temporanei, le operazioni si sono concluse senza alcun danno alle persone né conseguenze di rilievo per l’edificio.