È morta Rosellina Archinto, editrice, aveva 93 anni. È morta nella sua casa a Santa Margherita, in Liguria, vicino al mare. Si apprende che da tempo si era allontanata dal mondo editoriale.
Con Emme Edizioni, la casa editrice che ha fondato a Milano nel 1966, ha introdotto in Italia l’albo illustrato moderno; con la sigla che portava il suo nome ha trasformato gli epistolari letterari in un genere da libreria; con Babalibri, nata insieme alla figlia Francesca, ha lasciato al settore un’eredità che resiste ancora oggi negli scaffali dedicati ai lettori più piccoli.
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Da Genova a Milano, con una tappa alla Columbia
Nasce a Genova il 29 giugno 1933 come Rosellina Marconi, figlia di un ingegnere che era arrivato alla laurea a forza di borse di studio e aveva poi guidato aziende come Ansaldo. Si laurea in Economia e commercio all’Università Cattolica di Milano, un percorso che non le somiglia e che infatti non prosegue.
Va a New York, frequenta la Columbia University e nelle librerie americane trova qualcosa che in Italia non esiste: libri per bambini costruiti su segni nuovi e storie storte, senza la morale appiccicata in fondo alla pagina. Torna nel 1963 con quell’idea in valigia.
Emme Edizioni, la redazione nel salotto di casa
La Emme nasce nel 1966 – emme come Marconi, il cognome da ragazza – con i consigli di Giangiacomo Feltrinelli e di Giovanni Enriques. Archinto ha cinque figli piccoli, un grafico di fiducia, Salvatore Gregorietti, e una redazione che sta nel salotto di casa sua.
In vent’anni costruisce un catalogo che oggi si studia nei corsi di editoria: Maurice Sendak, Leo Lionni, Eric Carle, Tomi Ungerer, Guillermo Mordillo. Il traffico però funziona anche nella direzione opposta, e sono gli illustratori italiani a uscire dai confini: Bruno Munari, Emanuele Luzzati, Enzo e Iela Mari, Flavio Costantini, con premi alla Fiera del libro per ragazzi di Bologna e riconoscimenti in Giappone, Germania e Francia.
Accanto agli albi arrivano le collane di psicopedagogia, con Jean Piaget, Françoise Dolto e Arno Stern, e le prefazioni di Natalia Ginzburg.
Nel 1985 la vendita, poi la seconda vita da editrice

La cessione di Emme arriva nel 1985, dopo la morte del marito e una crescita che era diventata difficile da reggere da sola. Nel volume di testimonianze La bambina che costruiva con la carta l’ha raccontata senza addolcirla: in Italia, ha scritto, era rimasta “la signora eccentrica che faceva libri per piccoli lettori”. Il marchio passa alla Petrini di Torino, poi a Einaudi e infine a Edizioni EL.
La seconda vita comincia subito. Nel 1986 fonda Rosellina Archinto Editore e sceglie un terreno che nessuno presidiava: le lettere. Pubblica gli epistolari di Rainer Maria Rilke, Thomas Mann, Marcel Proust, Louis-Ferdinand Céline, Ludwig Wittgenstein, Anna Achmatova, Salvatore Quasimodo, Luigi Malerba, Truman Capote.
Per dieci anni manda in edicola anche Leggere, mensile di letteratura diretto da Maurizio Ciampa, Franco Marcoaldi e Antonio D’Orrico: novanta numeri tra il 1988 e il 1997. La linea l’ha riassunta in una frase che vale come programma editoriale: «Per far soldi non ho mai pubblicato libracci».
Il salotto di Milano, la Commissione Cultura, la candidatura a sindaco
La sua casa milanese diventa uno dei crocevia della cultura cittadina: ci passano Herbert Marcuse, Camilla Cederna, Inge Feltrinelli, Alberto Arbasino, Maurizio Pollini, Claudio Abbado.
L’impegno civile diventa politico nel 1990, quando viene eletta in consiglio comunale a Milano come indipendente nelle liste del PRI e guida la Commissione Cultura fino al 1993. Nel 1992, durante la crisi della giunta Borghini, il suo nome finisce sul tavolo per la poltrona di sindaco: la candidatura decade per il veto del PDS. Tra il 2003 e il 2006 è vicepresidente della Fondazione del Teatro Carlo Felice di Genova.
Babalibri e il ritorno in campo a 82 anni
Nel 1999 fonda Babalibri con la figlia Francesca, in coedizione con l’editore francese L’école des loisirs: albi illustrati per la fascia prescolare, un catalogo che negli anni raccoglie Leo Lionni, Iela Mari, Arnold Lobel, Mario Ramos, Philippe Corentin.
Nel 2003 cede la Archinto a RCS MediaGroup, ma nel 2015 la ricompra. Ha 82 anni e commenta la mossa a modo suo: «Qualcuno dirà che sono una vecchia pazza». Nell’ottobre dello stesso anno viene nominata Cavaliere della Legion d’onore. Siede nella giuria del Premio Strega e del Premio Bagutta.
Nel 1958 aveva sposato Alberico Archinto, da cui ha avuto cinque figli e poi dieci nipoti; per quasi quarant’anni è stata la compagna di Leopoldo Pirelli, scomparso nel 2007.