domenica, Luglio 12

Nave russa nello Stretto di Sicilia: decollano i jet italiani da Sigonella

Tensione nello Stretto di Sicilia: nave russa monitorata da jet italiani

Una nave della Marina russa è stata avvistata mentre attraversava lo Stretto di Sicilia, suscitando l’immediata reazione dell’Aeronautica Militare italiana. Il rimorchiatore “Jakob Grebelsky” (MB-119), appartenente alla flotta di Mosca, procedeva in direzione est a una velocità di circa 11 nodi.

Una missione strategica?

Secondo quanto riportato dal portale di monitoraggio Itamilradar, il rimorchiatore era già entrato nel Mediterraneo nei primi giorni di luglio, accompagnando un sottomarino russo della classe Kilo, il Novorossiysk. Sebbene al momento non sia confermato se i due mezzi navighino ancora insieme, è noto che abbiano percorso gran parte del tragitto da San Pietroburgo in tandem.

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“Per questo motivo – scrivono gli analisti – è ragionevole supporre che facciano parte della stessa missione”.

La risposta italiana: jet in volo da Sigonella

Per sorvegliare i movimenti della nave, è decollato dalla base siciliana di Sigonella un ATR P-72A dell’Aeronautica Militare (codice MM62281). Il velivolo ha effettuato diverse orbite nella zona in cui è stata rilevata la presenza dell’unità russa.

Il P-72A è un aereo da pattugliamento marittimo, utilizzato proprio per missioni di sorveglianza e ricognizione in aree strategiche. Il suo impiego conferma la massima attenzione delle autorità italiane nei confronti di manovre che coinvolgono assetti militari russi in prossimità delle acque territoriali.

Il Mediterraneo torna sotto osservazione

La Marina russa, dallo scorso dicembre, ha perso l’accesso alla base di Tartus in Siria. Da allora questa rappresenta la seconda volta in cui un sottomarino russo, accompagnato da una nave di supporto, entra nel Mediterraneo.

Rispetto alla missione precedente – definita da molti osservatori come simbolica – questa operazione sembra avere un’impronta più operativa. Tuttavia, come sottolineato da fonti specializzate, “la mancanza di una base logistica limita significativamente le capacità operative e l’autonomia di un sottomarino così lontano dalle acque territoriali”.

Il passaggio nello Stretto di Sicilia, per la sua rilevanza geopolitica e militare, riporta al centro l’attenzione sul Mediterraneo e sulle rotte utilizzate dalle forze navali internazionali in un contesto globale sempre più instabile.