La Val di Susa torna sorvegliata speciale. Da oggi, giovedì 30 luglio, fino a domenica 2 agosto, l’area di Traduerivi, alle porte di Susa e a ridosso dei cantieri della Torino-Lione, ospiterà il nuovo campeggio di protesta del movimento No Tav. Un appuntamento organizzato da tempo, ma che arriva in un clima incandescente: appena cinque giorni fa, il 25 luglio, i violenti scontri di Chiomonte hanno riacceso la tensione attorno all’opera, spingendo le autorità a predisporre un imponente piano di sicurezza per prevenire nuovi disordini.
Gli attivisti, attraverso i propri canali, hanno confermato lo svolgimento del campeggio e ribadito l’intenzione di proseguire la mobilitazione contro la Torino-Lione, esprimendo al tempo stesso solidarietà ai due manifestanti tedeschi arrestati dopo gli incidenti. Una posizione che ha ulteriormente alzato la temperatura politica attorno all’evento.
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I due tedeschi in carcere: “Eravamo lì per il festival”. Ma il giudice non ci crede

Proprio la vicenda dei due ventenni tedeschi è uno dei nodi più caldi. Fermati dalla Digos il giorno successivo agli incidenti, davanti agli investigatori hanno sostenuto di essere arrivati in Val di Susa esclusivamente per partecipare al festival Alta Felicità e di non aver preso parte all’assalto al cantiere. Una versione che però non ha convinto il gip: per entrambi è scattata la custodia cautelare in carcere con le pesanti accuse di devastazione, lesioni a pubblico ufficiale e resistenza.
Le indagini, intanto, non si fermano: gli inquirenti lavorano per identificare gli altri partecipanti agli scontri e ricostruire le responsabilità dei singoli episodi di violenza. Il numero degli indagati, dunque, è destinato a salire.
Il piano del Viminale: divieti e presidi attorno ai cantieri
In vista dell’avvio del campeggio, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha annunciato un deciso rafforzamento delle misure di sicurezza. Intervenendo a 4 di Sera News, su Rete 4, il titolare del Viminale ha spiegato che il territorio sarà presidiato da un elevato numero di agenti e ha anticipato l’adozione di divieti specifici nelle aree più sensibili, in particolare nei pressi dei cantieri della Torino-Lione, per impedire avvicinamenti e possibili azioni contro le infrastrutture. “Ci stiamo preparando con la consueta professionalità e competenza delle forze dell’ordine”, ha assicurato il ministro.
La politica, intanto, si divide. Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha invitato le forze politiche a riflettere sulla risposta dello Stato dopo l’escalation degli ultimi giorni. Dal centrodestra arrivano richieste ancora più dure: la Lega ha chiesto di vietare il campeggio, mentre Fratelli d’Italia ha annunciato una proposta di legge per introdurre il reato di associazione a delinquere per chi organizza assalti e aggressioni contro le forze dell’ordine.
La Valle prende le distanze: “Le violenze non ci rappresentano”
Ma c’è un elemento che complica la narrazione di una valle interamente schierata con la frangia violenta della protesta. Anche il Consiglio dell’Unione montana Valle Susa, storicamente contrario alla realizzazione della Torino-Lione, ha condannato con fermezza gli scontri. Il presidente Pacifico Banchieri è stato netto: quanto accaduto “non rappresenta la Valle di Susa”, ha dichiarato, invitando a distinguere la protesta legittima dalle azioni violente.
I prossimi quattro giorni diranno se l’appello sarà ascoltato. Con migliaia di attivisti attesi a Traduerivi, i cantieri blindati e le forze dell’ordine in massima allerta, la Val di Susa si prepara a un fine settimana ad altissima tensione. La speranza di tutti è che, questa volta, la protesta resti nei binari della legalità.