La stessa infrazione potrebbe non costare più la stessa cifra a tutti. È questa una delle novità contenute nella bozza di riforma del Codice della strada voluta dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e attualmente in fase di messa a punto presso il ministero.
L’idea è cambiare radicalmente il meccanismo attuale: non guardare soltanto a quale regola è stata infranta, ma anche a come e in quali condizioni l’infrazione è stata commessa.
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Come funzionerebbe il nuovo meccanismo

Davanti a una multa si valuterebbero più elementi contemporaneamente: quanto è stata pericolosa la condotta, che tipo di veicolo era coinvolto, chi era alla guida, se quella persona aveva già commesso la stessa infrazione e soprattutto quali conseguenze ha avuto il comportamento.
Il risultato? In alcuni casi si potrebbe pagare meno del previsto. In altri, invece, parecchio di più: fino al 100% in aggiunta alla sanzione base.
Il primo livello: aumento del 10%
La bozza immagina diversi scaglioni di maggiorazione. Si parte da un +10% in determinate circostanze: per alcune violazioni commesse in autostrada, per chi ha meno di 20 punti sulla patente o per chi torna a commettere la stessa infrazione entro cinque anni.
La maggiorazione potrebbe riguardare anche alcune categorie specifiche di conducenti: i neopatentati, chi guida auto con potenza superiore a 150 kW e chi è al volante di autobus o mezzi pesanti.
Dal 20% al 50%: quando la sanzione cresce
Il secondo scaglione prevede un aumento del 20%. Tra le situazioni considerate figurano la guida dopo aver assunto alcol, sostanze stupefacenti o psicotrope, oltre ad alcune condotte particolarmente pericolose, comprese quelle che possono provocare danni alla sede stradale.
Si sale al +30% quando l’infrazione provoca un incidente senza conseguenze fisiche per le persone, oppure se si continua a guidare dopo aver esaurito tutti i punti della patente. La maggiorazione può interessare anche alcune violazioni legate al trasporto di merci pericolose.
Il +50% è invece riservato ai casi ritenuti più seri: guida con patente sospesa, utilizzo di documenti falsificati, targa assente o irregolare oppure conduzione di un veicolo sottoposto a sequestro.
Il caso più grave: multa raddoppiata
Il massimo previsto dalla bozza è ancora più pesante. La sanzione può arrivare a raddoppiare, con una maggiorazione del 100%, per chi si mette alla guida senza aver mai conseguito la patente.
Non solo aumenti: gli sconti fino al 50%
La novità non riguarda soltanto chi rischia una multa più salata. La bozza prevede infatti anche la possibilità di ottenere riduzioni fino al 50% in presenza di determinate circostanze.
Chi utilizza specifici dispositivi ed equipaggiamenti di sicurezza potrebbe avere diritto a una riduzione della sanzione. Si tratta di un cambio di logica piuttosto evidente: non si guarda soltanto a chi ha infranto una regola, ma anche al comportamento complessivo del conducente e alle condizioni in cui è avvenuta la violazione.
Attenzione: la riforma non è ancora legge
C’è però un aspetto da tenere ben presente. Per ora queste regole non sono in vigore. Si tratta di una bozza di decreto legislativo allo studio del ministero che, prima di diventare definitiva, dovrà affrontare il proprio iter.
Il testo potrebbe quindi essere modificato nel corso del percorso. Se però l’impianto dovesse essere confermato, il cambiamento risulterebbe piuttosto concreto per gli automobilisti: per la stessa infrazione si potrebbero trovare a pagare cifre sensibilmente differenti a seconda dei casi.
Il nuovo principio, in sostanza, sarebbe questo: non conta soltanto che cosa hai fatto, ma anche come l’hai fatto e in quali condizioni.