La concorrenza, secondo Panatta, non offre minacce reali. Novak Djokovic rimane un monumento, ma l’anagrafe pesa; Alexander Zverev «non ha armi nuove» per spiazzare i due ventenni terribili. Jack Draper entusiasma gli esteti, ma non convince quanto a tenuta. In questo vuoto di alternative, lo spiraglio per Lorenzo si fa più largo.
Lezioni di fair play dalla finale di Parigi
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Oltre alla previsione tecnica, Panatta si sofferma sulla sportività mostrata da Sinner e Alcaraz nella finale epica al Roland Garros: «Si sono arbitrati da soli, come facevano Federer e Nadal». Un gesto di rispetto reciproco in uno dei contesti più professionistici dello sport mondiale. Un messaggio forte, in un’epoca in cui si invoca spesso il VAR perfino tra le righe del tennis.
Il prossimo crocevia: la stagione sull’erba
Con l’erba di Halle e Wimbledon all’orizzonte, la domanda centrale rimane: Musetti saprà accelerare la propria maturazione in tempo per intaccare il duopolio? Lo stesso Panatta invita alla cautela, ma scommette sul carattere del toscano, da sempre amante dei palcoscenici prestigiosi.
