La dinamica esatta dell’accaduto è ora al vaglio degli investigatori tedeschi. Gli inquirenti dovranno stabilire se vi siano responsabilità nella gestione dell’area boschiva, se l’albero presentasse segnali di instabilità già noti e se l’allerta meteo diramata nelle ore precedenti avrebbe dovuto portare all’annullamento dell’evento.
Domande che in questo momento sembrano quasi secondarie rispetto al peso del dolore. La comunità locale è sotto shock. Una festa pensata per i bambini, per le famiglie, per il senso di rinascita tipico della Pasqua, si è conclusa con tre bare. E con una neonata che non vedrà mai la sua seconda primavera.
Una tragedia che scuote tutta Europa
La notizia ha fatto il giro d’Europa in poche ore, rimbalzando da una testata all’altra con la forza che solo le tragedie più assurde riescono ad avere. Perché c’è qualcosa di particolarmente straziante in una morte che arriva durante una festa, in mezzo ai bambini, in un giorno di celebrazione.
Non è la prima volta che eventi meteorologici estremi si abbattono su raduni all’aperto con conseguenze fatali. Ma ogni volta che accade, la domanda è sempre la stessa: si poteva fare di più per proteggere chi era lì? Le allerte meteo esistono proprio per questo. E quando vengono ignorate — o sottovalutate — il prezzo lo pagano sempre i più vulnerabili.
Nelle prossime settimane le indagini faranno il loro corso. Ma il vuoto lasciato da una madre di 21 anni, da una ragazza di 16 e da una neonata che aveva ancora tutto davanti a sé non potrà essere colmato da nessuna sentenza.