lunedì, Giugno 15

Patentino antifascista, Cacciari attacca: “Delirio e follia”. La rivolta degli intellettuali

Dure critiche arrivano anche da firme note del giornalismo. Paolo Mieli ha parlato di una decisione “assurda e stravagante”, mentre Giuliano Ferrara ha liquidato l’iniziativa senza mezzi termini, augurandosi che si trovino editori pronti a rifiutare la dichiarazione. Anche lui ha sollevato un interrogativo provocatorio: perché non chiedere allora un certificato di anticorruzione o di anticomunismo?

La posizione degli organizzatori

Sul fronte opposto, gli organizzatori della fiera hanno motivato la scelta come un richiamo ai valori antifascisti sanciti dalla Costituzione, intendendola non come un vincolo ideologico ma come un’adesione ai principi fondanti della Repubblica. Una lettura che, evidentemente, non ha convinto i numerosi critici intervenuti nel dibattito.

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La polemica, dunque, resta apertissima e ha avuto il merito di unire, almeno su questo punto, voci provenienti da aree culturali e politiche molto diverse tra loro. Un confronto destinato a proseguire, che intreccia il tema della libertà di espressione con quello del ruolo della cultura nello spazio pubblico.

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