Nuovo affondo di Vladimir Putin contro i Paesi europei e l’Italia. Il presidente russo ha definito le relazioni con l’Europa “ai minimi”, sostenendo che il dialogo politico e diplomatico sia stato congelato e lasciando intendere una disponibilità di Mosca a ripristinare i rapporti solo a determinate condizioni.
Le dichiarazioni sono arrivate nel corso della cerimonia ufficiale al Cremlino per la presentazione delle credenziali di nuovi ambasciatori, un contesto formale che ha fatto da cornice a un messaggio politico diretto e carico di tensione.
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Putin: “Relazioni storiche, oggi ridotte al minimo”
Nel suo intervento, Putin ha ricordato come i rapporti con molti Paesi europei, tra cui Italia, Francia, Svizzera, Austria e Svezia, abbiano radici storiche profonde. Tuttavia, secondo il capo del Cremlino, il dialogo sarebbe stato ridotto drasticamente “non per colpa della Russia”.
“L’interazione su questioni chiave internazionali e regionali è stata congelata”, ha affermato, ribadendo che Mosca si dice pronta a ricostruire relazioni “del livello necessario”, ma solo nel quadro di una nuova architettura di sicurezza europea.
La replica dell’Italia: “Difendiamo Kiev, non siamo in guerra con la Russia”
Alle parole di Putin ha risposto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha respinto le accuse russe. “Non siamo in guerra con la Russia né con il popolo russo”, ha chiarito, spiegando che la posizione italiana si limita alla condanna dell’invasione dell’Ucraina e al sostegno alla sovranità di Kiev.
Secondo Tajani, il deterioramento dei rapporti è una conseguenza diretta della scelta di Mosca di ricorrere alla forza, definita da Roma un atto illegittimo e contrario al diritto internazionale.
Ucraina, Putin e Trump contro Zelensky
Sul fronte ucraino, Putin ha trovato una sponda inattesa nelle recenti dichiarazioni di Donald Trump. Il presidente statunitense ha infatti accusato il leader ucraino Volodymyr Zelensky di rallentare il percorso verso una pace negoziata.
Secondo Trump, Mosca sarebbe pronta a un accordo, mentre Kiev mostrerebbe maggiori resistenze. Una lettura immediatamente accolta dal Cremlino, che da tempo sostiene che una soluzione diplomatica possa arrivare solo alle condizioni russe.
Frecciate a Trump e critica alla “forza” nelle relazioni internazionali
Pur senza nominarlo direttamente, Putin ha lanciato anche una frecciata allo stesso Trump, criticando le “azioni unilaterali e pericolose” di chi, a suo dire, preferisce il linguaggio della forza alla diplomazia.
Un riferimento che molti osservatori collegano alle posizioni statunitensi su dossier come Iran, Venezuela e Groenlandia, citati implicitamente nel discorso del leader russo.
La posizione francese e l’allarme sicurezza in Europa
Nel frattempo, il presidente francese Emmanuel Macron ha alzato il livello di allerta, sostenendo che l’Europa occidentale si trovi “a portata di tiro” della Russia. Un messaggio che rafforza la linea di chi, in Europa, chiede un rafforzamento delle capacità militari e della difesa comune.
Il confronto tra Mosca e le capitali europee resta dunque segnato da profonde divergenze, mentre il conflitto in Ucraina continua a rappresentare il principale nodo politico e diplomatico capace di ridefinire gli equilibri del continente.