martedì, Luglio 28

Referendum 8-9 giugno, affluenza ancora bassa: alle 19 solo il 16,16%, quorum lontanissimo

Referendum 8-9 giugno: affluenza al 16,16% alle ore 19

Affluenza ferma al 16,16% alle 19: il quorum si allontana

Si complica drammaticamente la corsa verso il quorum per i cinque referendum popolari promossi dalla sinistra e sostenuti in particolare dalla CGIL. Secondo i dati diffusi dal Viminale, alle ore 19 di domenica 8 giugno l’affluenza si è fermata al 16,16%, un dato molto basso che segna una distanza quasi incolmabile dalla soglia minima necessaria per la validità dei quesiti: il 50% più uno degli aventi diritto.

I referendum riguardano temi chiave come reintegro dei lavoratori licenziati senza giusta causa, limitazione delle indennità per i licenziamenti, tutela nei contratti a termine, responsabilità sugli infortuni sul lavoro e cittadinanza facilitata per i giovani stranieri cresciuti in Italia.

Un crollo annunciato: alle 12 era solo il 7,4%

Già nella mattinata il dato sull’affluenza faceva temere il peggio: alle ore 12 solo il 7,4% degli italiani si era recato alle urne. Un numero che ha acceso il campanello d’allarme nei comitati promotori, che avevano puntato molto sulla mobilitazione nelle ultime ore disponibili. Il lieve aumento del pomeriggio non è bastato: il distacco resta enorme rispetto all’obiettivo.

Differenze regionali: Toscana la più attiva, Calabria la più assente

Analizzando i dati territoriali, la regione con l’affluenza più alta è stata la Toscana, con poco più del 22% di partecipazione. Al contrario, in Calabria l’affluenza si è fermata poco sopra il 10%. In molte regioni del Sud si registra una scarsa mobilitazione, mentre le grandi città hanno visto un’affluenza sotto la media nazionale, nonostante gli appelli di molti esponenti progressisti.

I dati per ogni quesito: variazioni minime

Scendendo nel dettaglio dei singoli quesiti, i numeri restano tutti in linea con la media generale:

  • Reintegro nel posto di lavoro: 15,7%
  • Limiti alle indennità per i licenziamenti: 15,6%
  • Tutela per i contratti a termine: 15,6%
  • Responsabilità sugli infortuni sul lavoro: 15,5%
  • Cittadinanza ai giovani stranieri: 15,6%

Le differenze tra un quesito e l’altro sono dunque minime, segno di un voto tendenzialmente omogeneo tra chi ha deciso di partecipare alla consultazione.

Seggi aperti fino alle 23: ma il trend è difficile da ribaltare

I seggi resteranno aperti fino alle 23 di stasera, e domani, lunedì 9 giugno, dalle 7 alle 15. Tuttavia, anche nelle previsioni più ottimistiche appare improbabile un recupero tale da portare i referendum oltre la soglia del 50%.

Per la sinistra italiana, si prospetta una domenica nera. Il rischio concreto è quello di una bocciatura indiretta dei propri temi centrali da parte dell’elettorato, in un momento già politicamente delicato alla vigilia delle elezioni europee. Un segnale forte e chiaro che potrebbe avere ripercussioni anche sulla leadership interna al centrosinistra.