La giornata del referendum sulla giustizia continua a sorprendere. Il dato dell’affluenza alle ore 19 di domenica 22 marzo si attesta oltre il 37% — un numero che, sommato al record già stabilito alle 12 con il 14,92%, dipinge un quadro di partecipazione che nessuno si aspettava alla vigilia. Le stime iniziali parlavano di un’affluenza finale tra il 40% e il 50%. Ora, con ancora la serata di oggi e tutta la mattina di domani a disposizione, quella cifra sembra già vicina o superata.
Nelle grandi città la partecipazione è ancora più alta. A Roma alle 19 aveva votato il 42,60% degli aventi diritto. A Milano si è arrivati al 45,5%. Dati che confermano come questa consultazione stia mobilitando gli elettori urbani in modo significativo — quelli che tipicamente hanno tassi di partecipazione più alti e che rappresentano una fetta cruciale dell’elettorato per entrambi i fronti.
I seggi restano aperti fino alle 23 di questa sera. Domani lunedì 23 marzo riapriranno alle 7 e chiuderanno alle 15, quando inizierà lo spoglio con i primi exit poll. Il risultato — Sì per confermare la riforma costituzionale, No per bocciarla — dipenderà esclusivamente dalla maggioranza dei voti validamente espressi, senza quorum da raggiungere.
Il percorso della giornata: dal record delle 12 al balzo delle 19
La mattinata aveva già stabilito un primato. Il 14,92% registrato alle ore 12 su 61.533 sezioni era il dato più alto mai registrato alla stessa ora in una consultazione referendaria su due giorni — superando il 12,43% del referendum del giugno 2025 su cittadinanza e lavoro, che alla fine non aveva raggiunto il quorum fermandosi al 29,83%.