Fratoianni al seggio, esplode la polemica: “Divieto assurdo alle troupe”
Mattinata turbolenta quella di domenica 8 giugno a Foligno, dove si è presentato al voto il leader di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni. Al seggio n. 2 della scuola di via Piermarini, l’arrivo del politico è stato accompagnato da polemiche sull’accesso delle troupe televisive e dei fotografi.
Secondo una nota di Alleanza Verdi e Sinistra, la presidente del seggio avrebbe vietato l’ingresso ai giornalisti, impedendo loro di documentare il momento del voto. “Non si comprende in base a quale normativa sia stato deciso il divieto”, scrivono, parlando di un comportamento definito “inaccettabile”.
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Il caso, per Avs, è talmente grave da meritare un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno Piantedosi e una richiesta di intervento immediato al prefetto di Perugia.
Foto ovunque: ma quale divieto?
Nonostante il divieto contestato, le immagini di Fratoianni con la scheda in mano hanno comunque fatto rapidamente il giro del web. Diverse testate nazionali e agenzie hanno pubblicato le foto del segretario mentre inserisce la scheda nell’urna. Alcune sarebbero state scattate da fuori la porta, dove i fotografi sono riusciti a documentare l’evento senza varcare fisicamente l’aula di voto.
La contraddizione tra il divieto e la presenza massiccia di immagini online ha reso la vicenda ancora più controversa, sollevando dubbi sull’effettiva gestione della comunicazione da parte del seggio.
Dal voto al comizio: Fratoianni attacca il governo
Terminata l’operazione di voto, Fratoianni non ha perso occasione per lanciare pesanti accuse all’esecutivo. A margine dell’evento, ha definito “straordinaria” la manifestazione pro-Gaza tenutasi il giorno prima a Roma, parlando di “un’onda di indignazione che restituisce un po’ di onore a questo Paese”.
Il leader di SI ha poi accusato il governo di essere “incapace di dire o fare qualcosa davanti all’orrore di Gaza, alla pulizia etnica, al genocidio”. Ha definito quanto accaduto “una grande emozione collettiva” e ha sottolineato come anche “molti elettori di centrodestra condividano la necessità di una reazione.”
Ucraina e diplomazia: la linea di Sinistra Italiana
Parlando anche del conflitto in Ucraina, Fratoianni ha ribadito la posizione del suo partito: “Nessun dubbio su chi sia l’aggressore e chi la vittima”, ma ha rimarcato il no netto all’invio di armi. “Solo la diplomazia può fermare la guerra”, ha dichiarato.
In poche ore, la presenza al seggio di Fratoianni si è trasformata da atto istituzionale a caso politico e mediatico.