Il legale ha raccontato che il suo assistito avrebbe chiesto di ricevere una Bibbia. Una richiesta che avrebbe sorpreso anche la difesa, considerando che, secondo quanto emerso, l’uomo non sarebbe stato particolarmente religioso.
“Gli ho chiesto se volesse parlare con un imam e mi ha risposto: meglio un prete”, avrebbe spiegato l’avvocato nelle ultime ore.
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Secondo la difesa, El Koudri continuerebbe a ripetere frasi confuse legate alla convinzione che quel giorno sarebbe morto, senza però riuscire a spiegare il motivo del gesto compiuto.
Il nodo della salute mentale
Proprio il tema della salute mentale è diventato centrale nel dibattito pubblico seguito ai fatti di Modena.
Dalle informazioni emerse finora, il 31enne sarebbe stato seguito da un centro di salute mentale tra il 2022 e il 2024 per problematiche legate a disturbi della personalità e a un forte isolamento psicologico.
Secondo chi lo conosceva, negli ultimi mesi avrebbe progressivamente interrotto i rapporti sociali, trascorrendo molto tempo chiuso in casa e mostrando segnali di crescente disagio.
Gli investigatori stanno ora cercando di capire se il peggioramento delle sue condizioni possa aver avuto un ruolo determinante nella tragedia avvenuta nel centro di Modena.
La città ancora sotto shock
Intanto Modena continua a fare i conti con le conseguenze di quanto accaduto.
Le persone rimaste ferite durante l’attacco sono ancora ricoverate in diversi ospedali della regione, mentre l’intera comunità cittadina resta profondamente colpita dalle immagini di quei momenti di panico.
La magistratura prosegue gli accertamenti per chiarire definitivamente il movente e le responsabilità del gesto, mentre il dibattito politico e sociale continua ad accendersi tra sicurezza, integrazione e gestione del disagio psichico.