sabato, Marzo 28

Ilaria Salis, controllo in hotel a Roma: segnalazione dalla Germania, escluso legame con il corteo

Mattinata di tensione per Ilaria Salis, eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha denunciato un controllo da parte della polizia nella stanza d’albergo in cui alloggiava a Roma. Un episodio che ha immediatamente acceso lo scontro politico, ma che secondo la Questura non avrebbe alcun legame con la manifestazione No Kings in programma nella Capitale.

Secondo quanto emerso, il controllo sarebbe stato attivato a seguito di una segnalazione partita dalla Germania, nell’ambito dei consueti meccanismi di cooperazione internazionale tra forze di polizia.

Il racconto di Salis: “Sveglia alle 7:30, nessuna spiegazione”

A raccontare quanto accaduto è stata la stessa europarlamentare, intervenendo pubblicamente durante la manifestazione. “Questa mattina sono stata svegliata nella stanza d’albergo intorno alle 7:30 dalla polizia”, ha dichiarato.

Hanno bussato, pronunciato il mio nome e mi hanno chiesto di aprire. Mi hanno poi chiesto di fornire un documento”, ha spiegato, aggiungendo di aver fatto presente fin da subito il proprio ruolo istituzionale: “Ho anche detto che sono un’eurodeputata”.

Secondo il suo racconto, gli agenti non avrebbero fornito spiegazioni dettagliate: “Non mi hanno spiegato il motivo della visita, parlando genericamente di accertamenti”.

Il controllo, ha aggiunto, sarebbe durato circa un’ora: “Mi hanno fatto domande sul mio arrivo a Roma, sulla manifestazione e se avessi oggetti pericolosi”. Inoltre, ha sottolineato un elemento che ha fatto discutere: “Non mi è stato rilasciato alcun verbale”.

La denuncia: “È una cosa grave per la democrazia”

Successivamente, Salis ha dichiarato di aver appreso dai media che il controllo sarebbe stato originato da una segnalazione estera: “Si tratterebbe di una segnalazione su iniziativa di uno Stato estero”.

Un aspetto che ha portato l’eurodeputata ad alzare i toni: “È ancora più grave, perché sarebbe uno Stato estero a mettere in discussione il mio mandato”.

Da qui l’attacco politico: “È una cosa che mette in discussione la democrazia in Europa. È successo a me, ma potrebbe succedere a chiunque”.

La versione della Questura: “Atto dovuto, nessuna perquisizione”

Di segno opposto la ricostruzione fornita dalla Questura di Roma, che ha chiarito come l’intervento sia stato effettuato “quale atto dovuto” a seguito di una segnalazione proveniente da un Paese europeo.

Secondo la nota ufficiale, gli agenti si sarebbero limitati a un controllo documentale: “Il personale intervenuto si è limitato a richiedere i documenti”.

Inoltre, viene precisato che una volta accertata l’identità della persona, ogni verifica è stata immediatamente interrotta: “Nel momento in cui si è compreso che si trattava dell’europarlamentare, ogni controllo è stato sospeso senza accesso alla stanza”.

La Questura ha anche escluso categoricamente qualsiasi perquisizione: “Nessuna perquisizione e nessun altro atto è stato compiuto”.

Nessun legame con il corteo No Kings

Uno dei punti più rilevanti riguarda il contesto politico della giornata, segnata dalla manifestazione No Kings a Roma. Su questo aspetto, le autorità sono state nette: il controllo non sarebbe collegato in alcun modo al corteo.

Si esclude categoricamente che possa essere stato un controllo preventivo legato alla manifestazione”, si legge nella nota. L’intervento sarebbe invece legato esclusivamente agli obblighi derivanti dalla cooperazione internazionale tra forze di polizia.

Anche dal punto di vista giuridico, secondo la Questura, non emergerebbero violazioni dell’immunità parlamentare.

Il caso diventa politico

Nonostante le spiegazioni ufficiali, il caso ha immediatamente assunto una dimensione politica. Diversi esponenti della sinistra, dal Partito Democratico a Maurizio Landini, hanno espresso solidarietà a Salis, parlando di un episodio preoccupante.

Dall’altra parte, la ricostruzione delle autorità punta a ridimensionare l’accaduto, descrivendolo come una procedura standard prevista nei rapporti tra Stati.

Resta quindi uno scontro tra due versioni: da un lato la denuncia politica dell’eurodeputata, dall’altro la spiegazione tecnica della Questura. Un episodio che, al di là degli aspetti operativi, riapre il dibattito su sicurezza, diritti e rapporti tra Stati in Europa.

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